La Gallura festeggia Don Santino.
Una straordinaria cornice di folla ha abbracciato la parrocchia di Cannigione per celebrare il venticinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale del parroco, don Santino. Una ricorrenza solenne e profondamente sentita che ha visto la partecipazione di fedeli giunti non solo dal borgo turistico gallurese, ma anche da Arzachena, Palau, Trinità d’Agultu e Vignola, Sant’Antonio di Gallura e persino da Castelsardo, paese natio del parroco.
La Messa.
La Santa Messa è stata concelebrata dal vescovo di Tempio, monsignor Roberto Fornaciari, insieme a ben dieci sacerdoti. Presenti anche le autorità istituzionali, tra cui il sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda con la giunta comunale e il sindaco di Sant’Antonio di Gallura Carlo Duilio Viti, paese in cui don Santino ha svolto con dedizione il suo ministero per sei anni prima di approdare a Cannigione.
Aprendo la celebrazione eucaristica, don Santino ha voluto rivolgere un ringraziamento corale ai presenti: “Desidero ringraziare Padre Roberto il nostro Vescovo, Don Mauro Lucero, Vicario, e tutti i sacerdoti confratelli che si uniscono per rendere grazie a Dio Padre per il dono della vita, del sacerdozio e dell’Eucaristia, che ora insieme condividiamo”. Durante l’intensa omelia, il sacerdote ha ripercorso le tappe fondamentali del suo cammino spirituale e pastorale, ricordando con commozione il padre novantottenne presente tra i banchi e la madre protettrice dal cielo. Riflettendo sui venticinque anni di ministero, don Santino ha evidenziato l’importanza di guardare al futuro con speranza e apertura verso i giovani e le nuove sfide del territorio. Nel corso della cerimonia, il parroco ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento al mondo del volontariato locale e alle preziose collaboratrici come Dina, Berta e Giovanna, il cui impegno quotidiano dietro le quinte rende la comunità viva e accogliente. Un tributo di gratitudine è stato espresso anche per il Comitato e per l’Associazione culturale San Giovanni Battista, menzionata con affetto per il costante impegno con cui, attraverso varie iniziative, “Crea spazi inclusivi e favorisce la socializzazione con il territorio”.
L’omaggio dell’associazione culturale San Giovanni Battista.
Un pensiero speciale è stato inoltre riservato a tutti gli ammalati, verso i quali la comunità è chiamata a portare ogni giorno consolazione e speranza. A nome del comitato e di tutta la cittadinanza, l’associazione culturale San Giovanni Battista ha voluto tributare un caloroso omaggio al parroco, sottolineando il profondo legame instaurato in questi anni: “Da quando sei arrivato a Cannigione sei diventato parte della nostra comunità e anche del cammino della nostra associazione. Abbiamo trovato in te disponibilità, collaborazione e attenzione verso quelle iniziative che cercano di custodire le nostre tradizioni, la nostra memoria e quel senso di appartenenza che lega una comunità alla propria storia e alla propria Chiesa” ha detto, con la voce rotta dall’emozione, il segretario dell’associazione, Gianni Filigheddu. L’associazione ha voluto inoltre ringraziare il sacerdote “Per il servizio che svolgi, per la presenza discreta ma concreta e per il tratto umano con cui accompagni la nostra comunità”.
Gli applausi commuoventi.
A suggellare la solennità della serata è intervenuto il vescovo monsignor Roberto Fornaciari, il quale ha espresso parole di profondo apprezzamento per l’operato del parroco: “Il segno chiaro dell’affetto, della simpatia, dell’amicizia che il tuo ministero pastorale suscita nei nostri cuori, nei cuori della tua gente. Questo è il punto bello: il punto bello che sa raccogliere intorno al pastore, sa raccogliere intorno a colui che il Signore ha inviato per annunciare il suo Vangelo”. Il vescovo ha inoltre esortato il sacerdote a continuare a mantenere un cuore grande e accogliente, capace di farsi prossimo per le vie del paese e di aprire le porte a chiunque cerchi conforto. La cerimonia si è conclusa tra gli applausi scroscianti e commossi dei fedeli, seguiti da un ricco buffet allestito nella piazza della parrocchia. Un momento di festa, condivisione e fraternità che ha confermato il profondo legame di affetto e stima che unisce la comunità gallurese e le sue componenti al proprio amato pastore.
