A Cannigione torna la rassegna “Liberamente sopra le righe”

Arzachena Cannigione

La rassegna letteraria torna a Cannigione.

La grande cultura si riappropria degli spazi più suggestivi della Gallura, Cannigione, con il ritorno, per la sua 15esima edizione, della rassegna letteraria “Liberamente sopra le righe“. Quest’anno l’evento estivo di punta del territorio si snoda attorno a un fil rouge di profonda attualità e introspezione. Il tema delle “Emozioni”, intese nel loro significato etimologico più puro, dal latino emovere, ovvero ciò che scuote l’animo umano dal suo stato di quiete e lo spinge all’azione, all’incontro e all’adattamento nel mondo attraverso la pagina scritta.

L’intera manifestazione, che promette tre serate di altissimo profilo intellettuale, gode del prestigioso patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Arzachena, rappresentata dal delegato alla cultura, il Dott. Giovanni Carta. La direzione artistica e la presentazione degli incontri sono affidate alla cura attenta della Dott.ssa Maria Antonietta. Il coordinamento grafico e l’ufficio stampa sono gestiti rispettivamente da Grafic Design e dal Dott. Mario Gadda.

Il ruolo chiave dell’Associazione culturale di San Giovanni Battista

Il successo e la realizzazione di un evento di tale portata trovano la loro linfa vitale nella straordinaria sinergia con il tessuto sociale locale. In questo scenario, l’Associazione culturale di San Giovanni Battista di Cannigione svolge un ruolo assolutamente centrale e imprescindibile. È proprio grazie alla fondamentale collaborazione, all’ospitalità e alla cura organizzativa di questa associazione che la splendida cornice della piazzetta della Chiesa di San Giovanni Battista può trasformarsi nel palcoscenico ideale per ospitare residenti e turisti. L’associazione si conferma così un vero e proprio pilastro per la promozione sociale e culturale di Cannigione, agendo come perfetto padrone di casa e aprendo le porte di un luogo fortemente suggestivo e identitario per accogliere il pubblico e i grandi ospiti della rassegna.

Il programma.

Il programma culturale di questa quindicesima edizione si distingue per la straordinaria caratura degli ospiti. Questi sono pronti a dialogare con il pubblico a partire dalle ore 21:30 nella storica piazza della frazione marina di Arzachena.

Il sipario sulla rassegna si alza il 22 luglio con la presenza del noto giornalista e saggista Gad Lerner. Al centro dell’incontro vi è un profondo e necessario dialogo sul conflitto mediorientale e sulla complessa questione ebraica, partendo dalle pagine dei suoi ultimi volumi di successo editi da Feltrinelli. Lerner stimola una riflessione sul valore del dissenso costruttivo e sull’importanza di saper assumere posizioni intellettualmente oneste, anche quando queste si rivelano scomode all’interno della propria comunità di appartenenza.

A metà agosto, precisamente nella serata del 16, la rassegna accoglie una delle firme più amate del panorama letterario italiano, Maurizio de Giovanni. Lo scrittore presenta il suo ultimo romanzo, intitolato “Il tempo dell’orologiaio”. Attraverso una trama densa di suspense che segue le vicende di Carlo Malavasi — un tempo primula rossa della lotta armata ed esperto di congegni esplosivi — l’autore conduce i lettori in un viaggio tra i fantasmi del passato, le disillusioni e i segreti inconfessabili di un decennio storico che sembra non voler passare mai, offrendo un noir potente in cui il tempo presenta inevitabilmente il proprio conto.

Il ciclo di incontri si conclude il 27 agosto con l’attesissima Lectio Magistralis del filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti, dedicata al tema “L’Io e il Noi: il primato della relazione”. Galimberti propone un’analisi lucida e sferzante della società contemporanea, criticando l’estremo individualismo e la perdita del senso di gratuità nei rapporti affettivi. Attraverso una profonda riflessione sulla natura dell’amore, inteso non come passeggera passione transitoria ma come una vera e propria opera d’arte quotidiana volta a scoprire il segreto dell’altro, il filosofo invita a riscoprire la cura della relazione come unica e fondamentale condizione per la sopravvivenza della comunità umana.

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