Le sirene delle ambulanze per l’addio a Budoni a Francesco, volontario del 118

La morte di Francesco Spoto.

Soccorritore infaticabile prima con la Croce Rossa di Nuoro, poi con il 118 di Budoni. Geometra di professione e mago dell’informatica: sapeva smontare e rimontare un pc ad occhi chiusi. In tanti hanno pianto, in questi giorni, la perdita di Francesco Spoto, 62 anni, originario di Nuoro ma residente da una decina d’anni a Tanaunella, frazione di Budoni, venuto a mancare all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia per complicazioni ad una sua pregressa patologia.

Dopo il diploma all’Istituto Tecnico per geometri di Nuoro, per molti anni aveva esercitato la professione di geometra e topografo. “Ma la sua grande passione – racconta il fratello Giuseppe Salvatore noto Ninni – era il computer. Francesco era capace di smontare e montare un pc ad occhi chiusi, era un web master e creava siti per altre aziende. La sua abilità in gioventù non era passata inosservata neanche ad un rappresentante della Olivetti, che gli aveva proposto di andare a lavorare per l’azienda ad Ivrea, ma mio fratello rifiutò”.

La vita ha portato poi Francesco a vivere a Tanaunella, dove da subito ha proseguito la sua opera di soccorritore, già intrapresa con la Croce Rossa di Nuoro, con il 118 di Budoni, nel quale si è impegnato praticamente sino a che ha potuto. Una dedizione profonda alla quale i colleghi del 118 di Budoni e quelli della Croce Bianca di San Teodoro hanno reso omaggio anche con il suono delle ambulanze al termine del funerale, lasciando commosso il fratello Ninni che aggiunge: “Voglio ringraziare il presidente del 118 di Budoni, Giacinto Congiu, che ha organizzato per mio fratello al funerale, un omaggio degno di una persona di valore. Credo che Francesco meriti tutto il bene che la gente gli ha voluto in questo periodo. Come ha detto il parroco Don Antonello durante l’omelia, ha sempre pensato a far del bene alla gente anche a discapito della sua stessa salute”.

Alle parole del fratello Ninni, si uniscono quelle proprio del presidente Congiu. “Per la nostra associazione del 118 di Budoni, la morte di Francesco è una grave mancanza. Era una persona eccezionale, molto professionale, che si è sempre prodigato anima e corpo al servizio dei nostri pazienti. Un uomo, un collega, che non dimenticheremo”, conclude Congiu.

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