L’addio a Francesco Guccini e il legame con la Costa Smeralda.
Francesco Guccini, uno dei più grandi cantautori italiani, è morto questa mattina a 86 anni nella sua casa di Pàvana, sull’Appennino tosco-emiliano, circondato dalla moglie Raffaella e dalla figlia Teresa. La famiglia ha comunicato che i funerali si terranno in forma privata e che a settembre sarà organizzata una cerimonia commemorativa.
Nato a Modena nel 1940 e cresciuto tra le montagne che hanno segnato tutta la sua poetica, Guccini non ha mai scelto le località alla moda né le ville esclusive della Costa Smeralda. Pur non avendo vissuto stabilmente in Sardegna, ha sempre mostrato un profondo rispetto per la cultura sarda più arcaica e autentica, quella dei pastori e delle tradizioni orali.
Un esempio concreto di questo legame è la collaborazione con i Tenores di Neoneli, celebre gruppo di canto a tenore, patrimonio Unesco tipico dei pastori sardi. Nel 2000 partecipò al loro album Barones, interpretando strofe dell’antico inno “Procurad’e moderare, barones sa tirannia” di Francesco Ignazio Mannu, un testo rivoluzionario del 1796 contro i feudatari. Guccini cantò in sardo, un gesto di rispetto e condivisione che unì la sua voce di cantastorie emiliano a quella della tradizione isolana.
Esiste anche un aneddoto ironico che lega Guccini a Fabrizio De André e alla Sardegna. Dori Ghezzi ha raccontato che, durante il sequestro di lei e di De André nel 1979 per mano dell’Anonima sequestri, uno dei banditi confidò di preferire le canzoni di Guccini. Fabrizio, con la sua solita ironia, rispose: “E allora perché non avete sequestrato lui?”.
Guccini lascia un’eredità di canzoni e libri che hanno raccontato l’Italia quotidiana con lucidità e poesia. Il suo rispetto per le radici, anche quelle altrui, resta uno dei tratti più autentici del Maestro.
