Condannato il padre-orco in Gallura.
Si è concluso con pene severe il procedimento giudiziario relativo a una inchiesta su un presunto giro di pedopornografia emerso in Gallura. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Cagliari ha inflitto condanne esemplari agli imputati per vicende che si sono consumate prevalentemente nell’Alta Gallura e che hanno scoperchiato una rete di abusi estesa.
Il principale accusato, reo di aver compiuto ripetute violenze sul proprio figlio, un bambino di appena 8 anni, e di averle documentate in riprese video, è stato sanzionato con la pena più pesante, pari a 14 anni e 8 mesi di reclusione. I fatti contestati risalirebbero fino a metà dello scorso anno.
L’autorità giudiziaria ha inoltre condannato un secondo individuo, residente in Lombardia, a 8 anni e 8 mesi di detenzione, per aver ricevuto e detenuto il materiale fotografico e audiovisivo ritraente gli abusi. Nel medesimo contesto processuale, una donna è stata condannata a un anno di carcere per aver consumato un rapporto sessuale in presenza della figlia di soli 3 anni.
Le indagini condotte dal pubblico ministero avevano evidenziato la gravità dei fatti, parlando di veri e propri “spettacoli pedopornografici” e ipotizzando il coinvolgimento di altri minori avvicinati e ospitati in un’abitazione. L’aspetto più preoccupante emerso dall’istruttoria è stata la vasta circolazione in tutta Italia del materiale illecito, con conseguenti denunce a carico di numerosi destinatari.
