Da Air Italy a Conad, un 2020 pieno di incognite per Olbia e la Gallura

La situazione delle principali vertenze in Gallura.

Sul piano delle vertenze aperte l’anno che si è appena concluso ha visto tante aziende in difficoltà, ma anche per il 2020 non mancano le incognite.

“Incognite per la quantità di occupazione, ma anche per la qualità del lavoro e per il livello dei redditi dei lavoratori – dichiara il segretario generale Cgil Gallura Luisa di Lorenzo – . Occorre ricordare infatti che la ripresa occupazionale degli ultimi anni è rappresentata quasi esclusivamente da rapporti di lavoro precari, discontinui e a tempo parziale che continuano progressivamente a erodere i rapporti di lavoro stabili e a tempo pieno. Per questo, è necessario investire innanzitutto “nel lavoro di qualità, nelle competenze, a partire da quelle dei più giovani, soprattutto quelle necessarie ad accompagnare le trasformazioni in atto; un lavoro che sia stabile, con diritti, tutele e soprattutto retribuzioni adeguate”.

“Senza lavoro di qualità non c’è futuro ed è questo che auspichiamo per il 2020: che si possa costruire una nuova cultura del lavoro che sappia restituire al lavoro valore e dignità. Nel nostro territorio abbiamo tanti nodi spinosi sul tappeto da sciogliere, in particolare quattro vertenze molto delicate”.

Auchan- Conad.

“La difficoltà nei consumi si è scaricata sul terziario. E se ad essere fagocitato per primo è stato il commercio al dettaglio, ora a pagarne le conseguenze è sempre più la grande distribuzione. Ed è in questo contesto che si colloca la vertenza Conad-Auchan, che coinvolge migliaia di lavoratori in Italia, 750 in Sardegna e 160 ad Olbia. Siamo molto preoccupati per il destino di questi lavoratori, vista l’incertezza sul loro futuro e la mancanza di risposte. Il diffondersi esponenziale del commercio on line, poi, sta ponendo seri problemi di tutela dei diritti dei lavoratori nella logistica, in particolare nella consegna della merci. Il nostro impegno è per ottenere garanzie maggiori per chi, spesso giovane, precario e sfruttato, è impiegato in questo settore” .

Sinergest.

“Il problema dei lavoratori Sinergest è per il momento risolto, ma non abbassiamo la guardia perché tra qualche mese ci ritroveremo a parlare della stessa questione e bisogna pertanto continuare a battersi affinché i livelli occupativi rimangano invariati nei possibili cambi d’appalto”.

USP.

“Scongiurati i licenziamenti, con l’accordo di Cigo per 13 settimane, auspichiamo che la ripresa dei traffici permetta ai lavoratori il rientro in produzione già dal mese di aprile. È di tutta evidenza che le sorti di USP siano legate a quelle abbastanza complicate dell’armatore di riferimento Moby – Tirrenia”.

Airitaly.

La situazione è molto preoccupante sotto un triplice aspetto. il primo quello dello sviluppo tanto declamato dal piano industriale di Qatar Airways su voli internazionali, 50 aeromobili e 1000 nuove assunzioni, non si ha nessuna traccia, e nessun lavoratore in mobilità è stato richiamato in servizio. Inoltre c’è un disimpegno dai collegamenti verso il nostro territorio. Infine riteniamo sia gravissima la scelta di chiudere l’attività di manutenzione a Olbia che è la vera eccellenza di attività industriale nella nostra isola.

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