Sanzioni a Olbia nell’operazione a difesa dell’ambiente.
Olbia si conferma ancora una volta snodo cruciale per la tutela dell’ambiente marino: nell’ambito dell’operazione nazionale “Oro Blu”, promossa dal Comando Generale della Guardia Costiera attraverso il Centro di Controllo Nazionale Ambiente, anche la Direzione Marittima locale ha avuto un ruolo di primo piano nelle attività di sorveglianza e controllo ambientale.
Il coinvolgimento di numerosi comandi della Capitaneria di porto.
L’operazione, avviata lo scorso 13 gennaio e in corso fino al 18 aprile, ha visto il coinvolgimento di numerosi comandi lungo gli 8.000 chilometri di costa italiana, con l’obiettivo di contrastare gli illeciti legati agli scarichi idrici e più in generale alla salvaguardia dell’ambiente marino-costiero. A Olbia e lungo il tratto di costa che va da Punta Tangone a Capo Monte Santu, le ispezioni si sono concentrate sugli impianti di trattamento delle acque reflue e sulla gestione dei rifiuti prodotti da attività industriali, turistiche e commerciali.
Nel territorio di competenza della Direzione Marittima di Olbia sono state condotte diverse missioni operative, sia via terra che via mare, spesso in collaborazione con Arpas e Ispettorato del lavoro. All’esito dei controlli sono stati contestati dieci illeciti amministrativi, con sanzioni per circa 150 mila euro, e otto infrazioni di natura penale, per le quali sono state inoltrate le comunicazioni di reato alle Procure competenti.
L’operazione nazionale.
Su scala nazionale, l’operazione ha raggiunto cifre significative: oltre 28.000 controlli, più di 7.000 missioni, 549 illeciti ambientali rilevati e sanzioni per oltre 1,3 milioni di euro. I laboratori della Guardia Costiera e delle Arpa regionali hanno analizzato campioni di scarichi, rilevando in numerosi casi valori oltre i limiti di legge.
L’ammiraglio Nicola Carlone, comandante generale della Guardia Costiera, ha rimarcato l’impegno continuo del Corpo: “La protezione dell’ambiente marino è una nostra missione strategica, soprattutto per un Paese come l’Italia, che nel mare trova un patrimonio naturale, economico e culturale da difendere ogni giorno con determinazione”.
