Nell’anno orribile per il lavoro in Sardegna Olbia e la Gallura tra i territori più in difficoltà

I dati dell’Aspal sull’occupazione in Sardegna e in Gallura.

Un terzo trimestre ancora negativo anche se in netto miglioramento rispetto al secondo. È questo in estrema sintesi ciò che si desume dal nuovo report sull’andamento del mercato del lavoro in Sardegna elaborato dall’Osservatorio dell’Aspal.

I settori che sono stati colpiti in modo particolarmente duro sono quelli legati a servizi che necessitano della presenza fisica del cliente e dell’utente, come ad esempio il turismo, i servizi alla persona e gli spettacoli. L’alto peso di questa tipologia di servizi nel mercato del lavoro regionale spiega perché il mercato del lavoro della Sardegna sia stato colpito in modo più pesante rispetto ad altre regioni d’Italia.

Crollano le assunzioni con la Gallura che risulta essere uno dei territori più colpiti, con il comparto turistico che paga il prezzo più alto. Il centro per l’impiego di Olbia registra un -25% nel periodo gennaio-novembre 2020 rapportato con lo scorso anno. Dato simile anche per Tempio Pausania che segna -20%.

A risentire maggiormente dalla crisi sono state infatti le aree a forte vocazione turistica dovuta alla forte riduzione delle assunzioni nel settore Alberghi e ristoranti, oltre che ai settori dell’indotto. Alcune aree dell’interno invece, soprattutto quelle a vocazione agricola, sembrano aver subito dei contraccolpi minori a seguito della pandemia.

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