Arcangelo d’acciaio davanti al Municipio: a Olbia l’opera di GianPi Manzoni

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Un Arcangelo d’acciaio davanti al Municipio: a Olbia la scultura di GianPi Manzoni.
L’opera, alta 2,60 metri e del peso di circa 900 chili, resterà in piazza Terranova Pausania per un anno. Poi potrebbe lasciare il posto a “Libertas”, il volto di una donna guerriera
Due ali d’acciaio davanti al Municipio di Olbia. È stata inaugurata ieri, mercoledì 9 settembre, in piazza Terranova Pausania, la scultura di GianPi Manzoni, artista e designer lombardo che da anni ha fatto dell’acciaio uno degli elementi distintivi della propria ricerca.

L’inaugurazione col sindaco Nizzi

E’ alta 2,60 metri, pesa circa 800 chili (basamento compreso), realizzata in acciaio 316 spesso 3 cm circa. Si chiama Arcangelo e resterà per un anno nello spazio antistante la facciata laterale del palazzo comunale. Un’opera imponente nelle dimensioni e nella materia. Ma caratterizzata da forme sinuose e slanciate, che sembrano alleggerire la massa dell’acciaio e suggerire un movimento verso l’alto.
All’inaugurazione era presente il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, insieme all’artista. «Sono contento di questa scelta», ha commentato il sindaco. La scultura, prima di arrivare in piazza Terranova Pausania, era stata esposta a Porto Cervo, inserendosi così in un percorso che negli ultimi anni ha portato le opere di Manzoni in diversi luoghi della Sardegna, dalla Costa Smeralda all’aeroporto Costa Smeralda.

Ma Arcangelo non è un’opera pensata come elemento isolato. Nel percorso dell’artista è collegata idealmente a un’altra scultura, “La porta del Paradiso“, che l’Arcangelo custodisce e dalla quale, nella rappresentazione simbolica, sembra essere appena uscito. Una relazione che dà alla figura un significato ulteriore rispetto alla sola presenza monumentale.
Le sue forme affilate e sinuose evocano due ali in movimento. Sono forme nelle quali la materia sembra perdere la propria rigidità originaria per diventare energia, luce, movimento. È proprio questo uno degli aspetti della ricerca di Manzoni: utilizzare un materiale apparentemente duro e pesante come l’acciaio per ottenere invece superfici e volumi capaci di dialogare con lo spazio, con la luce e con chi osserva.

L’acciaio come materia da trasformare

Nato a Oggiono nel 1950, GianPi Manzoni arriva alla scultura attraverso una lunga esperienza nel mondo del design e della progettazione d’interni, maturata anche nell’azienda familiare Domus Nova, attiva dal 1881 nel settore dell’arredamento.
È soprattutto a partire dagli anni Novanta che la sua ricerca artistica si concentra sulla lavorazione dell’acciaio. Un materiale scelto non soltanto per la sua resistenza, ma per la possibilità di trasformarlo, piegarlo e modellarlo fino a fargli assumere forme lontane dall’immagine abituale del metallo.

Nel suo atelier di Oggiono le lastre di acciaio inossidabile vengono lavorate attraverso piegature, curvature e incisioni e quindi lucidate, in alcuni casi fino a ottenere superfici specchianti. Il risultato è una materia che cambia a seconda dell’ambiente nel quale viene collocata: riflette la luce, i colori, le persone e gli elementi circostanti, facendo entrare lo spazio stesso dentro la scultura.
È un tratto che emerge in diverse opere della sua produzione, nella quale convivono forme astratte, soggetti simbolici e figure riconoscibili. Oltre a Arcangelo ci sono anche volti di donna, ballerine, forme geometriche e astrali. E torna frequentemente la figura femminile, interpretata di volta in volta come musa, eroina, figura mitologica o guerriera.

Da Arcangelo a Libertas

Ed è proprio un’altra figura femminile quella che potrebbe arrivare a Olbia al termine dell’esposizione di Arcangelo.
Tra le opere prese in considerazione per l’installazione in piazza Terranova Pausania c’era infatti “Libertas“, che potrebbe sostituire l’Arcangelo fra un anno.
«Rappresenta il viso di una donna guerriera che esprime sicurezza in chi la guarda», ha spiegato Manzoni, raccontando un’opera che appartiene a quella presenza femminile che, nelle diverse interpretazioni dell’artista, assume anche il carattere della forza e della determinazione.
Se la scelta dovesse cadere su Libertas, dunque, la piazza non perderebbe il rapporto con il lavoro di Manzoni, ma ne vedrebbe cambiare completamente il linguaggio: dall’immaginario dell’Arcangelo, legato al Paradiso, alla figura di una donna guerriera, simbolo di sicurezza e grinta.

Le altre opere in Gallura

L’arrivo di Arcangelo a Olbia non rappresenta, infatti, il primo incontro tra GianPi Manzoni e la Sardegna. La sua ricerca è stata già protagonista di esposizioni e installazioni in Gallura.
Nel 2024 la personale “Acciaio Eterno” alla DomusNova Gallery di Porto Cervo aveva portato nell’isola un ampio gruppo di opere, mentre altre sculture dell’artista sono state collocate in diversi contesti della Costa Smeralda, tra Porto Cervo e Porto Rotondo, arrivando anche all’aviazione generale dell’aeroporto Costa Smeralda.

Il progetto Acciaio Eterno è poi proseguito in altre località, tra Sant Moritz e Gstaad, fino alla personale ospitata dal Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina d’Ampezzo tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Un percorso nel quale l’acciaio diventa il filo conduttore di una ricerca che mette continuamente in relazione materia, luce e spazio.
A Olbia, adesso, quella ricerca esce dagli spazi espositivi e si confronta direttamente con la città.
Per un anno sarà Arcangelo a guardare la piazza. Poi, se verrà confermata l’ipotesi già avanzata, potrebbe essere Libertas a raccogliere il testimone. Due opere molto diverse, ma unite dalla stessa materia e da una ricerca artistica che trova proprio nella trasformazione dell’acciaio il suo elemento più riconoscibile.

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