Il caso di Cinzia Pinna e il muro del silenzio sui femminicidi che crolla in Gallura

Omicidio Cinzia Pinna

La Gallura e la rabbia contro i femminicidi.

Il caso di Cinzia Pinna è diventato nazionale dopo la denuncia di Nicolina Giagheddu, la madre del killer reo confesso del femminicidio in Gallura. Dopo un anno dal delitto efferato che ha sconvolto l’Isola, la donna ha denunciato il marito per maltrattamenti in famiglia. La madre di Ragnedda ha raccontato di aver subìto per 30 anni violenze fisiche e psicologiche da parte del marito Mario Ragnedda, padre dell’uomo accusato del delitto avvenuto a Conca Entosa, tra l’11 e 12 settembre 2026. Mentre quell’atroce caso compie un anno, la vicenda si arricchisce con la denuncia della madre del 42enne, recenti dichiarazioni che hanno riportato la Gallura a rivivere un secondo choc.

La donna ha riferito che è come se si fosse liberata di un peso durato 30 anni, mentre l’ex marito intende procedere per denunciarla di calunnia sostenendo di essere innocente e di non aver mai maltrattato e minacciato sua moglie durante il loro matrimonio. L’ex moglie ha presentato querela alla Procura di Tempio, dichiarando che è il femminicidio di Cinzia Pinna ad averle fatto trovare la forza di chiedere giustizia per i presunti maltrattamenti subiti per tre decenni.

La violenza sulle donne in Gallura.

La vicenda fa tornare a galla il tema della violenza contro le donne in Gallura e dei femminicidi. In questi giorni tutta Italia sta rivivendo lo choc dopo il femminicidio di Lorena Isceri, la 45enne rapita e buttata giù da un cavalcavia dal suo ex fidanzato suicida, perché voleva lasciarlo. Il Paese ha mostrato rabbia verso un fenomeno che, nonostante le recenti leggi non accenna a diminuire, e anche per le dichiarazioni recenti del politico di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, che continua a negare l’esistenza in Italia dei femminicidi, spingendosi addirittura a voler reintrodurre il patriarcato mediterraneo. La vicenda di Cinzia Pinna si inserisce nello stesso contesto di continui episodi di femminicidi che nel territorio nazionale si verificano ogni quattro giorni.

Dopo lo choc del caso di Cinzia Pinna in Gallura, il tabù della violenza di genere sembra si stia piano piano sgretolando. Il macabro delitto della 33enne di Castelsardo ha dato uno scossone a un territorio che ha sempre considerato la violenza domestica e sessuale come un affare privato. I dati in Gallura parlano chiaro: il fenomeno della violenza di genere sta attraversando un periodo di emersione rispetto agli anni precedenti. Nel corso del 2025, infatti, sono stati emessi a Tempio 216 provvedimenti per Codice Rosso legati a violenze domestiche e di genere.

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