Bambino segregato in casa ad Arzachena, i famigliari ricorrono contro la sentenza

Il caso del bambino maltrattato ad Arzachena.

Sarà la Corte d’Appello a doversi esprimere sul caso del bambino maltrattato di Arzachena. Il 17 marzo prossimo si terrà a Sassari la prima udienza. I genitori e la zia del bambino segregato e maltrattato erano stati condannati, il 23 giugno scorso, a 8 anni.

Non è stata riconosciuta alcuna attenuante alla famiglia del ragazzino. Una storia che aveva sconvolto tutta la Sardegna, scoperta dai carabinieri in maniera quasi fortuita. Attualmente i famigliari del piccolo si trovano agli arresti domiciliari.

Secondo quanto ricostruito nel corso del processo hanno segregato il bambino più volte per punirlo, picchiandolo lasciandolo per ore in una stanza vuota senza letto e con un secchio per i bisogni. Torture che avevano portato a definire la casa dove viveva il piccolo con i genitori una vera e propria villetta degli orrori.

Coinvolta nella vicenda anche zia, istigatrice delle violenze, che riteneva fosse un metodo educativo. La famiglia è difesa da Marzio Altana (per il padre), Alberto Sechi (per la madre) e Angelo Merlini (per la zia). Attualmente si trovano agli arresti domiciliari. Per i tre è stato chiesto in appello un riconoscimento delle attenuanti perché incensurati e perché hanno ammesso le loro colpe.

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