Ad Arzachena il funerale di Pasquale Ragnedda
L’ultimo abbraccio di Arzachena a Pasquale Ragnedda: folla per il silenzio dei giusti e il ricordo di un grande uomo.
Sotto il cielo terso della Gallura, in una splendida giornata baciata da un sole radioso, il rintocco delle campane della parrocchia di Santa Maria della Neve ha segnato oggi un tempo sospeso. Stamane, alle ore 11, Arzachena si è fermata per l’ultimo saluto a Pasquale Ragnedda, l’ex sindaco che non è stato solo un amministratore, ma un punto di riferimento morale per l’intera comunità.
Una comunità stretta nel dolore
L’atmosfera all’interno e all’esterno della chiesa era intrisa di una solennità rara. In prima fila, i familiari, stretti in un abbraccio silenzioso e dignitoso, hanno ricevuto l’affetto di una folla immensa di cittadini. Accanto a loro, a rappresentare ufficialmente il Comune, erano presenti il sindaco Roberto Ragnedda con l’intera Giunta comunale. In segno di onore e rispetto istituzionale, hanno presenziato due agenti della Polizia Locale in alta uniforme con lo stendardo del Comune.
La cerimonia è stata officiata dal parroco di Arzachena, Don Jacek Meczel, e concelebrata da Don Mauro Moretti, parroco di Porto Cervo, e Don Francesco Cossu, già parroco di Arzachena.
Durante l’omelia, Don Jacek ha toccato un punto fondamentale che ha unito tutti i presenti: “Tutti conoscete Pasquale Ragnedda”, ha esordito, sottolineando come la sua figura fosse parte integrante dell’identità collettiva. Il parroco ha ricordato come la sua natura di personaggio pubblico non fosse solo un titolo, ma un impegno costante: “Ha fatto tantissimo per il paese“, ha proseguito, richiamando l’attenzione sulle tante opere e sui traguardi raggiunti durante i suoi anni al servizio della comunità.
Non è stato però solo il ricordo dei successi amministrativi a commuovere; il sacerdote ha voluto sottolineare come dietro il sindaco ci fosse un uomo guidato da saggezza pacata e rettitudine.
Il saluto in silenzio
Al termine della funzione, il feretro è uscito sul sagrato accolto da un silenzio assoluto e colmo di rispetto, immerso nella luce calda di una mattina immobile e serena. Quel silenzio era più eloquente di mille discorsi: era il segno della stima sincera e del ringraziamento di un popolo che si è sentito protetto e rappresentato da lui.
Arzachena oggi non ha salutato solo un ex sindaco; ha salutato un pezzo della sua storia, un uomo che ha saputo amare la sua terra con la forza della coerenza e la dolcezza dell’umiltà.




