Asl Gallura al collasso tra carenza di medici e liste d’attesa infinite

Ospedale

I problemi all’interno della Asl Gallura.

La situazione sanitaria in Gallura è ormai al limite della sostenibilità, con ospedali e presidi costretti a far fronte a una carenza di personale senza precedenti. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Cristina Usai, che definisce “inaccettabile che un cittadino malato non sappia in quale presidio ospedaliero possa rivolgersi, oppure è costretto a sperare che qualcun altro paziente rinunci alle cure liberando un posto nelle infinite liste di attesa, per riuscire ad ottenere una visita o un esame in tempi considerati umanamente accettabili, o ancora i pronto soccorso siano costretti a funzionare “a singhiozzo” per mancanza di medici. Siamo al collasso”.

Secondo Usai, la crisi che attraversa la Asl della Gallura deriva principalmente dall’assenza di personale qualificato e di una guida stabile, elementi che gravano su Olbia, già sotto forte pressione, compromettendo la pronta assistenza alla popolazione. I cittadini devono spesso fare i conti con coperture sanitarie incerte, anche notturne, e con turni scoperti, ricorrendo alla guardia medica nella speranza di trovare un servizio attivo e di evitare il ricorso ai pronto soccorso. Particolarmente vulnerabili sono i pazienti fragili, come chi segue terapie chemioterapiche, costretti a una vera e propria odissea ogni volta che devono affrontare un ciclo di cure, mentre l’arrivo della stagione turistica rischia di aggravare ulteriormente la situazione, con migliaia di visitatori che affolleranno i presidi senza poter contare su servizi adeguati.

“Il commissariamento, fin da subito ha creato un aumento delle problematiche, generando ulteriori dissapori all’interno della struttura e tra il personale. È grave che dopo mesi di allarmi e denunce, non sia arrivata una risposta organica e strutturata dalla Regione. La sanità non può essere gestita con rattoppi e gestioni provvisorie: servono primari e medici in quantità sufficiente, una direzione generale pienamente operativa e una programmazione chiara per garantire il diritto alla salute”, conclude Usai, ribadendo l’urgenza di interventi concreti per evitare un collasso definitivo dei servizi sanitari.

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