Briatore e il dibattito sullo sviluppo della Costa Smeralda in Regione: “Gli hotel devono migliorare anche il loro livello”

Il vicepresidente Peru: “convertire anche le strutture già esistenti”.

“Certo, è indubbio che servano nuovi posti letto per le strutture alberghiere della Sardegna, non solo sulla Costa Smeralda, ma per le strutture ricettive che si allungano da Benetutti a Nule, passando per Anela e Bono per arrivare a Orune e Oliena. Il ragionamento di Briatore, da questo punto di vista, non trova impedimenti. Attenzione però: il rilancio delle attività avvenga con la conversione delle strutture già esistenti, per contenere il consumo del territorio a ridosso delle coste e con la valorizzazione delle peculiarità identitarie delle zone interne”.

Non cerca scorciatoie il vicepresidente del Consiglio regionale Antonello Peru (FI) nel replicare al modello di mister Billionaire, che ha indicato nel via libera alle costruzioni nella fascia dei 300 metri dal mare una possibile via dello sviluppo. “Concetti chiarissimi che vanno però a scontrarsi con la realtà. Si parla di aumento dei posti letto senza pensare che la Sardegna sconta un gap altissimo dal punto di vista dei servizi. Si pensi all’inadeguatezza del sistema dei trasporti interni ed esterni, agli alti costi per raggiungere la Sardegna – prosegue l’esponente degli azzurri – e alla carenza di collegamenti stradali efficienti”.

Ecco perché la legge sul governo del territorio deve accendere i riflettori su questi svantaggi: “Sia chiaro – il testo non deve essere un insieme di regole contro lo sviluppo, ma dare una visione d’insieme della Sardegna nel fronteggiare lo squilibrio legato allo spopolamento delle zone che si trovano a qualche decina di chilometri dal mare, attraverso leggi di settore come le zone franche urbane per chi investe nelle aree dell’interno”. Non solo lo sviluppo delle coste, dunque: “La valorizzazione dell’identità culturale diventa una delle carte su cui puntare per la destagionalizzazione, con una strategia mirata al recupero dei centri storici – conclude Peru – perché la Sardegna non è solo la Costa Smeralda ma si fonda sulle perle incastonate nelle aree dell’interno.

La querelle si sta concentrando troppo sulla concessione delle nuove volumetrie senza prestare attenzione alla riqualificazione delle strutture esistenti, che si devono dimostrare competitive per l’industria delle vacanze. Ecco perché la legge sul governo del territorio deve mettere l’accento sull‘adeguamento degli standard dell’attività ricettiva alberghiera dando un appeal di respiro internazionale all’Isola in una visione d’insieme che si allarghi dalle coste all’interno”.

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