Il campo nomadi di Olbia il giorno dopo l’annuncio dello sgombero tra incertezza e preoccupazione

foto di Francesca Pinna

Il campo nomadi di Olbia.

Percorrendo gli ultimi 200 metri della strada che porta al campo nomadi Sa Corroncedda di Olbia non si fatica a capire perché il sindaco Settimo Nizzi l’abbia definita una situazione di emergenza. Cumuli di rifiuti restringono la carreggiata fino a dentro lo spiazzo che contiene le abitazioni dei rom.

Il giorno dopo l’annuncio dell’imminente sgombero il campo è poco animato. Un gruppo di bambini, 4 donne e altrettanti uomini. Sono solo 7 le famiglie orami rimaste. Molte se ne sono andate già via in questi mesi.

La notizia dello sgombero è arrivata agli abitanti del campo, ma da quanto dicono loro non hanno ricevuto nessuna comunicazione ufficiale. “L’abbiamo visto sul giornale – dichiara uno degli uomini presenti. – A noi non è stato detto ancora niente di ufficiale, noi non sappiamo nulla dello sgombero”.

“Non si può vivere qui – commenta una donna -. Ci sono troppe mosche”. Il sorriso, anche se un po’ amaro, non manca sui volti degli abitanti del campo, l’incertezza pesa e si fa sentire. “Il nostro umore è un po’ depresso – conclude la stessa donna –. Non sappiamo come sarà il nostro futuro”.

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