Per Asl Gallura la Cardiologia del Giovanni Paolo II di Olbia è un hub d’eccellenza
Dalla Asl Gallura spiegano l’importanza e la costante crescita del reparto di Cardiologia del Giovanni Paolo II di Olbia. “Accessi dalla Gallura ma non solo, cure, tecnologie avanzate e continuità assistenziale lungo tutto il percorso del paziente. La Cardiologia e Unità di Terapia Intensiva Coronarica dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia sta diventando uno dei principali punti di riferimento in Sardegna per la diagnosi e il trattamento delle patologie cardiovascolari acute e croniche”.
“La maggioranza dei pazienti – ricorda la Coordinatrice, Antonella Chidolu – proviene dal territorio della Asl Gallura, ma circa il 18,3% dell’utenza arriva dal resto della Sardegna, soprattutto da località del Nord e del Centro dell’isola. Un ulteriore 8% è costituito da pazienti residenti fuori regione e da stranieri. È un segnale che l’Unità Operativa ha consolidato negli anni un modello organizzativo che integra emergenza, alta specializzazione e continuità di cura”.
“Il nostro obiettivo è garantire una presa in carico completa del paziente, dalla fase acuta fino al follow-up a lungo termine – sottolinea il Direttore della Cardiologia/UTIC, Dott. Giuseppe Sabino – e ogni attività è orientata ad offrire percorsi diagnostici e terapeutici efficaci, sicuri e personalizzati, mettendo sempre la persona al centro del processo di cura”. La Cardiologia/UTIC dell’Ospedale Giovanni Paolo II dispone di una Unità di Terapia Intensiva Coronarica dedicata alla gestione delle emergenze cardiovascolari tempo-dipendenti e di una degenza specialistica in grado di garantire assistenza ai pazienti acuti e cronici che necessitano di approfondimenti diagnostici e procedure terapeutiche avanzate”.
Emodinamica sempre attiva
“Un ruolo centrale è svolto dall’Emodinamica, attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette, che rappresenta uno dei pilastri dell’assistenza cardiologica dell’ospedale. Oltre alla gestione delle sindromi coronariche acute e delle emergenze cardiovascolari, il servizio svolge un ruolo centrale nell’emergenza-urgenza e nell’attività interventistica programmata per il trattamento della cardiopatia ischemica e strutturale. «Tra le procedure eseguite – aggiunge Dott. Sabino – figurano la chiusura del forame ovale pervio (PFO) e dell’auricola sinistra, interventi che consentono di ridurre il rischio di eventi cerebrovascolari e offrire nuove opportunità terapeutiche a pazienti selezionati. La disponibilità di sistemi di supporto circolatorio meccanico percutaneo come l’Impella permettono, inoltre, di affrontare procedure coronariche ad elevata complessità e di trattare pazienti ad alto rischio con standard assistenziali in linea con quelli dei più moderni centri di cardiologia interventistica”.
“Particolare rilievo riveste anche l’attività delle due sale di Elettrofisiologia-elettrostimolazione dedicate alla diagnosi e al trattamento delle aritmie cardiache. Un settore in continua crescita che consente di trattare in maniera mininvasiva numerose forme di aritmia attraverso tecniche avanzate di radiofrequenza e crioablazione, migliorando significativamente qualità di vita e prognosi dei pazienti. L’attività comprende anche l’impianto di pacemaker, defibrillatori e sistemi di stimolazione per scompenso cardiaco avanzato”.
La coordinatrice Chidolu
“L’innovazione rappresenta uno degli elementi distintivi della Struttura. “La Cardiologia ha recentemente potenziato la propria dotazione tecnologica con apparecchiature di ultima generazione per il monitoraggio e la gestione delle emergenze cardiovascolari. Una grande attenzione c’è anche verso la continuità assistenziale dopo la dimissione: attraverso gli ambulatori specialistici e i sistemi di monitoraggio remoto – afferma la coordinatrice, Antonella Chidolu – vengono seguiti quotidianamente pazienti affetti da scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica, aritmie e portatori di dispositivi impiantabili. Con il cosiddetto sistema del loop recorder e con le piattaforme di telemonitoraggio vengono individuate precocemente eventuali anomalie e si può intervenire tempestivamente anche quando il paziente si trova al proprio domicilio”.
“Ogni anno, inoltre, migliaia di utenti hanno accesso agli ambulatori dedicati alla cardiopatia ischemica, allo scompenso cardiaco, all’aritmologia, all’ecocardiografia transesofagea, al controllo di pacemaker e defibrillatori e alla prevenzione della morte improvvisa, confermando il ruolo strategico della Struttura non soltanto nella cura, ma anche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari”.
“Crediamo molto nel rapporto tra ospedale e territorio ed è per questo che abbiamo attivato anche un canale di comunicazione (e-mail: [email protected]) rivolto a Medici di Medicina Generale, Cardiologi e ad altri specialisti coinvolti nei percorsi assistenziali, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle prestazioni di secondo livello, migliorare l’appropriatezza delle richieste e ridurre i tempi di attesa. La sfida della cardiologia moderna non è soltanto trattare l’evento acuto – conclude il Dott. Giuseppe Sabino – ma accompagnare il paziente nel tempo. Per questo continuiamo a investire in competenze professionali, innovazione tecnologica e integrazione con il territorio, con l’obiettivo di offrire ai cittadini della Gallura e dell’intera Sardegna una cardiologia sempre più efficiente, accessibile e orientata ai bisogni della persona”.
