Crisi sanità a Olbia, Bartolazzi: “Serve l’intervento dell’Università di Sassari”

Ospedale Giovanni Paolo II Olbia

L’assessore Bartolazzi ipotizza una soluzione per i problemi della sanità a Olbia

Per la crisi della sanità a Olbia secondo l’assessore Bartolazzi servirebbe l’intervento dell’Università di Sassari. Il problema è arrivato in Consiglio regionale con una mozione presentata dall’olbiese Angelo Cocciu di Forza Italia. Al suo fianco si è schierata Cristina Usai, Fdi di Arzachena, e sul tema è intervenuto anche Roberto Li Gioi, M5s di Olbia. I consiglieri regionali galluresi hanno mostrato l’interesse comune per i problemi che creano gravi conseguenze nel Nordest. Ostetricia e ginecologia, Pediatria e il Punto nascita di Olbia sono i settori a rischio che tutti vogliono difendere.

L’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, ha riconosciuto la gravità del quadro e la necessità di un intervento strutturale. “Sono d’accordo con quanto esposto nella mozione”, ha affermato, sottolineando che la soluzione non può limitarsi ai provvedimenti tampone.

Il problema più urgente resta quello della carenza di pediatri, che mette a rischio il punto nascita e i servizi essenziali per la popolazione. Bartolazzi ha spiegato che finora si è tentato di colmare i vuoti attraverso prestazioni aggiuntive, l’aumento delle ore di servizio e richieste di nuovi bandi ad Ares, ma senza risultati significativi: “Il personale pediatrico non c’è”, ha ammesso, ricordando anche i tentativi falliti di reclutare specialisti in regime libero professionale.

L’Università di Sassari

Per l’assessore, la via maestra è una collaborazione strutturale con l’Università di Sassari: “Dobbiamo lavorare su un accordo che allarghi la rete formativa, inglobando anche le strutture sanitarie del territorio. Se Olbia entrasse nella rete formativa, il problema della pediatria sarebbe risolto”, ha dichiarato. Secondo Bartolazzi, infatti, l’ateneo potrebbe acquisire posti letto e attivare Scuole di specializzazione oggi assenti, per mancanza di un’adeguata attività clinica. Situazione simile, anche se meno critica, riguarda gli anestesisti: attualmente sono 20 sui 29 previsti, con conseguenti difficoltà nel garantire servizi essenziali come l’epidurale, che richiede copertura H24. Anche in questo caso la collaborazione con Sassari potrebbe consentire di coprire almeno due turni continuativi.

Bartolazzi ha inoltre annunciato l’imminente avvio dei concorsi per porre fine alla lunga stagione dei primari “facenti funzioni”. “Con un po’ di sacrificio riusciremo a tamponare l’emergenza, ma il vero intervento deve essere sull’Università”, ha ribadito. Alla fine degli interventi la mozione presentata da Cocciu è passata.

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