Cavalli morti sul traghetto per Olbia, reato prescritto. Nessun colpevole

Moby Aponte

Non ci sono colpevoli per i cavalli morti sul traghetto per Olbia.

Nessun colpevole per la vicenda dei cavalli morti sul traghetto per Olbia. Il reato è caduto in prescrizione dopo sei anni dal fatto. Il dramma si consumò sulla Moby Aki, durante una traversata partita da Civitavecchia. Qui quattro cavalli della prestigiosa scuderia Clodia morirono di caldo prima ancora di poter calcare la pista dell’ippodromo di Chilivani.

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Secondo le ricostruzioni della Procura di Tempio, gli animali furono vittime di un’ipertermia corporea prolungata, causata dalla mancanza di un’adeguata aerazione all’interno del garage della nave in piena stagione estiva, nel luglio 2020, dove le procedure imposte per il trasporto dei viventi non sarebbero state attivate correttamente.

La svolta.

A distanza di anni, il dibattimento aperto oggi, 2 marzo, ha segnato una svolta, poiché quattro imputati originari, tra cui il comandante della nave e l’autista non hanno ricevuto alcuna condanna perché il reato di abbandono di animali è stato prescritto. Il processo proseguirà invece per il primo ufficiale di coperta e l’allievo ufficiale, che restano alla sbarra con l’accusa di falso in concorso.

Ai due ufficiali viene contestato di aver dichiarato falsamente al comandante, che gli animali fossero vivi e in buona salute al momento dell’arrivo in porto a Olbia. Mentre la scuderia Clodia, l’allenatore e i proprietari, insieme all’associazione Horse Angels, continuano la loro battaglia legale come parti civili, la compagnia di navigazione resta citata in giudizio come responsabile civile. La prossima udienza, fissata per il 12 ottobre, dovrà fare luce sulle responsabilità residue di una tragedia che ha sconvolto tutta la Sardegna.

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