La situazione del lavoro in Gallura.
La Cgil Gallura denuncia ancora l’amara situazione del territorio, dove grazie al turismo la ricchezza cresce, ma non quella delle tasche di chi vive qua. Nel 2025 la Sardegna ha superato i 5 milioni di arrivi turistici e i 21,8 milioni di presenze, con una crescita superiore al 15% rispetto all’anno precedente. Tuttavia questi numeri da record non migliorano la condizione economica dei sardi, così come quella abitativa.
La Gallura.
Un turismo che arricchisce l’Isola, ma non i sardi. ”La Gallura si conferma il principale motore turistico della Sardegna. Oltre 2 milioni di passeggeri internazionali sono transitati nel 2025 attraverso l’aeroporto di OlbiaCosta Smeralda, pari a oltre il 50% del traffico turistico internazionale regionale – osserva Danilo Deiana, Segretario Generale Cgil Gallura -. Il nord Sardegna ha registrato quasi 9,7 milioni di presenze turistiche, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente. Olbia ha superato il milione di presenze turistiche annuali, mentre Arzachena si conferma tra i principali poli turistici italiani con circa 1,2 milioni di presenze”.
San Teodoro sfiora le 900 mila presenze annue, come osserva la Cgil Gallura. ”Numeri che mostrano come il peso economico del turismo in Gallura sia ormai strutturale e centrale per l’intera economia sarda. Anche la spesa turistica continua ad aumentare. Nei primi nove mesi del 2025 i turisti stranieri hanno speso in Sardegna circa 2 miliardi di euro, con una crescita vicina al 25% rispetto all’anno precedente. Parallelamente è cresciuta del 30% la capacità ricettiva regionale, segnale di un’espansione rapida del sistema turistico e immobiliare”, dichiara Deiana.
Il problema degli affitti brevi.
Questi numeri però si scontrano con il problema degli affitti brevi e i canoni di locazione troppo salati. Situazione che mette in ginocchio i galluresi che non riescono ad avere un lavoro stabile. ”Parallelamente però cresce una pressione sociale sempre più evidente. A Olbia risultano oggi attivi circa 1.900 annunci di affitti brevi turistici, con un incremento del 37,5% in un solo anno. Le piattaforme di short rent registrano tassi di occupazione molto elevati e ricavi medi annui che superano i 32 mila euro per appartamento. Nel frattempo, i canoni di locazione per piccoli appartamenti oscillano ormai tra gli 650 e i 1.200 euro mensili anche fuori stagione, diventando sempre più incompatibili con i salari medi di ampie fasce di lavoratori dipendenti e autonomi. In Gallura una parte crescente del lavoro continua inoltre ad avere carattere stagionale o precario”, dichiara il Segretario generale.
La questione del lavoro stagionale è una delle più drammatiche in Gallura. Si parla di lavoratori che lavorano in pochi mesi dell’anno e non possono permettersi un affitto perché costa troppo. ”Una realtà sempre più diffusa: lavoratrici e lavoratori costretti a condividere stanze, affrontare lunghi spostamenti quotidiani dai comuni interni o lasciare gli appartamenti in primavera per fare spazio agli affitti turistici estivi. La pressione turistica produce effetti evidenti anche sui servizi urbani e ambientali. Nella sola settimana di Ferragosto 2025 la quantità di rifiuti trattati nell’area di Olbia è aumentata del 7% rispetto all’anno precedente, mentre nei primi quindici giorni di giugno l’incremento ha raggiunto il 25%.” , osserva ancora Deiana.
La Cgil Gallura mette in evidenza inoltre che a crescere non sono soltanto i flussi turistici, ma anche la pressione sulle infrastrutture urbane, sui trasporti, sul consumo idrico e sui servizi pubblici locali, spesso senza un corrispondente rafforzamento strutturale. Per la CGIL Gallura questi dati descrivono un problema strutturale: la crescita economica rischia di produrre un territorio sempre più ricco e attrattivo, ma allo stesso tempo socialmente fragile.
Un paradosso assurdo.
Il sindacato dei lavoratori mette in evidenza questo paradosso in Gallura e fa delle richieste importanti. Non solo creare occupazione, ma garantire condizioni di vita sostenibili per chi quel lavoro lo rende possibile ogni giorno. Per questo la CGIL Gallura propone l’apertura immediata di un confronto territoriale permanente tra Comuni, Regione, parti sociali, imprese e organizzazioni del territorio per affrontare insieme l’emergenza abitativa e gli squilibri prodotti dalla crescita turistica.
Le richieste.
In particolare la CGIL Gallura chiede: ”un piano straordinario per la casa destinato a lavoratrici, lavoratori, giovani e famiglie residenti. Incentivi fiscali e garanzie pubbliche per favorire gli affitti annuali e calmierati rispetto agli affitti turistici brevi, attraverso un intervento coordinato Stato, Regione, Provincia e Comuni. La creazione di un osservatorio territoriale permanente su affitti, salari, costo della vita e impatto turistico. Una regolazione più equilibrata degli affitti brevi nelle aree ad alta pressione abitativa. Accordi territoriali per canoni sostenibili e maggiore utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato.
Inoltre il rappresentante dei lavoratori chiede: “investimenti nell’edilizia residenziale pubblica e nel recupero degli immobili sfitti. Maggiori tutele per il lavoro stagionale, continuità reddituale e contrasto alla precarietà. Servizi di trasporto pubblico più efficienti per ridurre il pendolarismo forzato dai comuni interni. Una programmazione turistica che tenga insieme crescita economica, sostenibilità ambientale e coesione sociale”.
”La crescita del turismo non può essere misurata solo dal numero delle presenze o dagli investimenti immobiliari. Occorre valutare anche la qualità del lavoro prodotto, la possibilità di vivere stabilmente nei territori e la sostenibilità sociale dello sviluppo. Perché senza diritto alla casa non può esistere un vero diritto al lavoro”, conclude Deiana.
