Morta nell’esplosione in casa a Olbia: tutti assolti dopo 11 anni

Si conclude così la vicenda della povera Michelina Ena.

Dopo 11 anni la triste vicenda di Michelina Ena si conclude senza colpevoli. Sono stati tutti assolti gli imputati per il tragico scoppio di via Brunelleschi a Olbia, avvenuto la mattina del primo aprile 2015. In quell’occasione, una violenta esplosione causata da una fuga di gas sventrò l’abitazione dell’84enne olbiese, uccidendola dopo l’agonia in ospedale. La pensionata, che al momento del disastro si trovava in cucina, venne travolta dal crollo di una parete e perse la vita in seguito alle gravi ferite riportate, dopo il ricovero nel reparto grandi ustionati di Sassari.

Tutti assolti.

Per quella tragedia andarono a processo Paolo Guglielmi, legale rappresentante della Sarda reti gas, Maria Teresa Dettori, legale rappresentante della ditta installatrice Dmt, e Gabriele Melino, il tecnico incaricato di verificare i requisiti dell’impianto. Assolto anche Fortunato Cangemi, una posizione per la quale, contrariamente agli altri coimputati, la stessa accusa non aveva sollecitato una condanna. Secondo la giudice del tribunale di Tempio, Federica Lunari, non ci sono colpe.

La difesa e l’accusa.

Il verdetto ha accolto le tesi della difesa, i quali sono riusciti a smontare la ricostruzione del pm, secondo cui la deflagrazione era da imputare anche ad alcune presunte anomalie presenti nell’impianto a gpl della casa. Subito dopo la sentenza, l’avvocato Merlini ha espresso profonda soddisfazione per la conclusione favorevole di una vicenda giudiziaria tanto complessa quanto drammatica. Sul fronte opposto, la parte civile ha anticipato che la decisione sull’eventuale ricorso in appello verrà presa soltanto dopo aver letto e valutato attentamente le motivazioni della giudice.

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