L’omicida di Cinzia Pinna ribadisce di essersi difeso.
A due mesi dall’omicidio di Cinzia Pinna, il reo confesso continua a ribadire la stessa versione sostenendo di essersi difeso. Il 41enne di Arzachena è stato interrogato dal procuratore di Tempio, Gregorio Capasso e la sostituta Noemi Mancini, che si occupano delle indagini del femminicidio avvenuto a Palau, tra l’11 e il 12 settembre.
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La difesa.
L’imprenditore ha confessato di aver ucciso la 33enne a colpi di pistola nel suo stazzo a Conca Entosa e di averne nascosto il corpo per giorni. Durante il nuovo interrogatorio, ha fornito la stessa versione di due mesi fa davanti al gip, sostenendo di aver reagito perché la giovane di Castelsardo gli aveva puntato un coltello alla bocca. Il movente della legittima difesa è ancora in fase di accertamento, tramite tutti i reperti trovati dal Ris di Cagliari nella villa e i dispositivi elettronici sequestrati.
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Al vaglio telefoni e cellulari.
Anche le analisi sui dispositivi saranno utili a trovare conferma, o meno, del movente sostenuto da Ragnedda. Anche il telefono di Rosa Maria Elvo, la fidanzata del 41enne sarà sottoposto ad accertamenti. La donna è indagata per favoreggiamento poiché si ipotizza che lo abbia aiutato a ripulire il sangue dopo il delitto. Le analisi sui dispositivi sono affidate al perito Andrea Cappai. Si dovranno ricostruire tutte le conversazioni tra Ragnedda e la Elvo tra il 12 e il 24 settembre, che corrispondono al giorno del femminicidio e il ritrovamento del cadavere di Cinzia Pinna. Il 41enne avrebbe cancellato anche alcuni dati e usato il computer, anche questo sotto sequestro.
