Controlli sui passeggeri, arrestati tre ricercati all’aeroporto di Olbia

Polizia di Frontiera aeroporto Olbia

Tre arrestati dalla Polizia di Frontiera all’aeroporto di Olbia.

Controlli sempre più mirati sui passeggeri in transito tra l’isola e l’estero. Nelle ultime settimane la Polizia di Stato, attraverso gli operatori dell’Ufficio Polizia di Frontiera di Olbia, ha intensificato l’attività di verifica nei punti di arrivo e partenza dello scalo aeroportuale e portuale, con l’obiettivo di individuare persone ricercate, contrastare l’immigrazione irregolare e intercettare l’utilizzo di documentazione contraffatta o alterata. L’attività ha portato, in diversi episodi, all’individuazione di persone destinatarie di provvedimenti dell’autorità giudiziaria e di soggetti che avrebbero tentato di aggirare i controlli attraverso identità e documenti non regolari.

Arrestati all’aeroporto di Olbia una iraniana e un francese.

Tra gli interventi più importanti figurano gli arresti di due persone, una cittadina iraniana e un cittadino francese, entrambi risultati destinatari di mandati di cattura internazionali. Gli agenti li hanno individuati durante i controlli sui passeggeri. Dopo aver completato gli adempimenti previsti, li hanno accompagnati al carcere di Bancali, a Sassari, mettendoli a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

Un’altra iraniana è finita nei guai.

Un ulteriore episodio ha riguardato una cittadina iraniana che avrebbe tentato di presentarsi come una normale turista per imbarcarsi su un volo diretto nel Regno Unito. Durante i controlli, però, gli operatori hanno verificato il passaporto bulgaro utilizzato dalla donna, accertandone la falsità. Gli accertamenti hanno quindi permesso di interrompere il tentativo di oltrepassare i controlli di frontiera attraverso una diversa identità documentale. Per la donna è scattato l’arresto.

Intercettato un georgiano.

L’operazione più recente ha invece coinvolto un cittadino georgiano, individuato al porto di Olbia dagli specialisti dell’Ufficio di Polizia di Frontiera impegnati nel contrasto al falso documentale, in collaborazione con la Squadra Mobile di Cagliari. L’uomo, recentemente rimpatriato, sarebbe stato intercettato mentre cercava di rientrare in Italia utilizzando una diversa identità. Gli accertamenti effettuati dagli investigatori hanno consentito di ricostruire la situazione e procedere al suo arresto.

La segnalazione in stato di libertà per altri due georgiani.

Gli agenti hanno individuato, nel corso della stessa attività, anche due cittadini georgiani. Nei loro confronti è scattata una segnalazione in stato di libertà in relazione alla presunta falsificazione dei timbri di ingresso e uscita dall’area Schengen. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, quei timbri sarebbero stati utilizzati per creare una documentazione apparentemente idonea a dimostrare la regolarità della permanenza in Italia e, più in generale, nell’area Schengen. La falsificazione dei timbri apposti sui documenti di viaggio costituisce infatti una delle modalità attraverso cui cittadini di Paesi terzi possono tentare di aggirare le disposizioni che regolano la permanenza nello spazio Schengen. Il sistema consente, in determinate condizioni, soggiorni di breve durata senza obbligo di visto, ma prevede limiti temporali e specifiche condizioni che devono essere rispettati.

Proprio l’individuazione di eventuali anomalie nella documentazione rappresenta quindi uno degli aspetti centrali dell’attività svolta dalla Polizia di Frontiera. Il personale specializzato può contare su una formazione specifica nel settore del falso documentale e sull’impiego degli strumenti tecnologici e dei sistemi di controllo disponibili presso i valichi di frontiera. I controlli non riguardano dunque soltanto la corrispondenza tra il passeggero e il documento presentato, ma possono estendersi alla verifica dell’autenticità dei documenti, delle identità dichiarate e della posizione delle persone sottoposte agli accertamenti.



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