Da “Gabriellina” a Olbia, Cristiano Del Rio e la sua comicità di paese

Parla il comico Cristiano Del Rio

di Ernesto Massimetti

Il comico Cristiano Del Rio spopola sul web con le sue scenette ambientate nei paesi della Sardegna, ora parla della sua storia e di Olbia.

Bottarga o casu marzu? “Decisamente casu marzu, il mio paradiso. Però non trascuro la bottarga ” spiega impavido Cristiano Del Rio da Scano Montiferro. Non ama molto le mezze misure, il nostro eroe: 48enne sardo con la esse maiuscola, tutto d’un pezzo. È un inno naturale alle zone interne, alla “paesitudine”. La Regione, Cristiano dovrebbe assumerlo come spot vivente contro l’abbandono della Sardegna centrale. Lo spopolamento va bene, ma la Gallura non lo subisce.

E allora, direte voi: Olbia cosa c’entra?
“All’inizio la Gallura mi appariva come una terra esotica, sono pur sempre uno del Sud-ovest. Ci venivo con la famiglia, quelle gite da un giorno. Che fanno un po’ tutti. Poi, pian piano, ho iniziato a scoprirla davvero “.

Grande successo, ma il dialetto che lei usa, non è sempre facile da comprendere. “Mira Brischidu “, per esempio, cosa vuol dire?
“Significa attento a quello che potresti fare o dire, è il ritornello di zia Gavina, nonnina che popola molte delle mie storie. Personaggio nato per caso, ma assolutamente vero, reale come tutti…Li prendo dalla strada, li testo e pian piano li propongo sul web. Nel caso della nonnina, ho preso un panno nero, una gonna, gli occhiali ed eccola in rete. Decisiva è stata la mano tremante, che appare sulla finestra di casa, mentre rimprovera Cristiano che ritorna a casa alle due di notte, nottambulo impenitente”

Ed ecco nati gli sketch con la ormai celebre dicitura “da un qualsiasi paesino della Sardegna” fra una scenetta e l’altra. La più amata resta quella dove intona l’urlo “Gabriellinaaaa” mentre guida un fuoristrada al centro del villaggio. Inutile perderci troppo tempo: è già fin troppo chiaro che nell’eterno dilemma città-paese Cristiano sa subito cosa scegliere.

Questione di nostalgia, di “paesitudine”.
“Ritorno ogni fine settimana a Scano, anche ora che per lavoro abito a Nuxis, nel Sulcis. Il paese è una coccola cui non so rinunciare. Le partite, gli amici, perché no, il mirto al bar locale. E sorrido, e mi riposo: io, la mia compagna e i due figli. Mi ricarico con serenità”.

Tutto bene, ma la Gallura?
“A un certo punto passavo ad Olbia, come tutti, per prendere la nave diretta a Civitavecchia. Un vero viaggio, qualcosa di epico, ti dava il senso dell’evasione in greffa, finiva tutto con qualche bicchiere di malvasia”.

Questo è il passato, la bella gioventù: ora?
“Riguardo ad Olbia, sto già pensando a una scenetta: il mio personaggio venuto dal paese, passeggia, che so, in viale Redipuglia e a un certo punto, un po’ stranito si chiede : ‘Ello, in due sunu sos continentales?’ Insomma, lavoro sui luoghi comuni sulla Sardegna, e mi creda, ce ne sono tanti anche sul Nordest. Uno di questi dice che Terranova non è sarda, è popolata solo da “continentali”.

Sta di fatto che, passo dopo passo, il nostro “montiferrino” ha incendiato i social nell’isola, toccando i 50mila followers, e diventando un protagonista sulla cresta dell’onda .

A un passo dal successo?
“Piano, piano, sono prudente. È vero, mi chiamano per le serate, ma non è il caso di montarsi la testa. Sono un comico, non un cantante: devo curare nel dettaglio le ambientazioni, i tempi, le battute. Non ci credereste, sono un perfezionista. Poi, se devo citare un modello, direi Benito Urgu: il vero alfiere della comicità sarda. Per la musica, su tutti, mi affascina la voce di Andrea Parodi“.

Cresce in fretta, Cristiano: studia le pause e i ritmi giusti, ha imparato persino la diplomazia. Vanno bene le buone maniere, ma niente paura: resta sempre un roccioso condensato di sarditudine. Questione di mesi, e lo vedrete in serata a San Simplicio.

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