Disservizi sulla tratta Santa Teresa-Corsica, la protesta degli indipendentisti

Disservizi sulla tratta Santa Teresa-Corsica, la protesta degli indipendentisti

La protesta sulla tratta Santa Teresa – Gallura.

Gli indipendentisti sardi e corsi, insieme al movimento Core in Fronte, hanno alzato la voce contro l’ennesimo disservizio nei collegamenti marittimi tra le due isole. Al centro delle critiche, la gestione della tratta Santa Teresa Gallura-Bonifacio, assegnata senza concorrenza alla compagnia Moby Lines, controllata dall’armatore Onorato.

Secondo i manifestanti, le istituzioni di Sardegna e Corsica hanno dimostrato una grave mancanza di volontà politica nel garantire un servizio stabile ed efficiente per passeggeri e merci. La situazione, definita “inaccettabile”, penalizza lavoratori e lavoratrici costretti a utilizzare mezzi obsoleti e spesso soggetti a guasti. L’ultimo episodio, che ha lasciato decine di persone bloccate per dieci giorni, è stato il culmine di una gestione giudicata fallimentare.

I protestanti chiedono un risarcimento per i danni subiti e denunciano quello che definiscono un regime monopolistico che, grazie a fondi pubblici, garantisce profitti alle compagnie marittime senza un adeguato servizio. “È necessario smantellare il monopolio delle aziende italiane che condannano i nostri popoli all’isolamento”, dichiarano i rappresentanti del movimento.

Come soluzione, gli indipendentisti propongono la creazione di una flotta locale, gestita congiuntamente dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Collettività Territoriale di Corsica, per offrire un trasporto pubblico dignitoso e incentivare la concorrenza.

La battaglia, dicono, va oltre il problema dei trasporti: “Sardi e Corsi devono unirsi per immaginare un futuro comune, come centro del Mediterraneo, in cui costruire un modello di sviluppo autodeterminato, indipendente e socialista”.

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