L’associazione Arcobaleno, un faro di speranza contro le dipendenze in Gallura – VIDEOINTERVISTA

L’intervista a don Andrea Raffatellu.

L’Associazione Arcobaleno di don Andrea Raffatellu è l’esempio di come esiste sempre una luce in fondo al tunnel. La sua comunità di Olbia è nata proprio in un periodo buio, gli anni Ottanta, dove la droga era più spesso sinonimo di morte. Così don Andrea si è reso conto che nel territorio c’era un problema. Parroco a Olbia e Loiri nel 1982 ha fondato una comunità per aiutare chi soffre di dipendenze nel territorio. Qui da anni aiuta tantissime persone, anche molto giovani, a prendere in mano la loro vita.

LEGGI ANCHE: Il Premio personaggio dell’anno 2025 va a Mari Mameda

Il fenomeno della tossicodipendenza non è scomparso in Gallura, anzi, il problema delle dipendenze in generale, oggi è aumentato. “È aumentato ed è cambiato anche il tipo di sostanzeha dichiarato don Andrea, durante la cerimonia del Premio Personaggio dell’Anno di Gallura Oggi, che si è tenuto l’11 dicembre scorso nella sede della Confcommercio di Olbia -. Abbiamo cominciato nell’82 a interessarci a questa problematica partendo dal fatto che se vuoi fare qualcosa per gli altri devi prima crescere tu, quindi noi come associazione abbiamo cominciato a intervenire concretamente per dare in modo a queste persone per trovare la via per salvarsi con un programma molto impegnativo poi negli anni modificato perché sono cambiate le droghe, sono aumentate di tipo e peggiorate”.

Anche in città si è abbassata l’età di chi fa uso di sostanze stupefacenti. “L’età si è abbassata e d’altra parte e ci siamo resi conto cheha aggiunto don Raffatellugià allora si cominciava a usare sostanze verso i 15/16 anni e anche 14 anni. Oggi sono moltissimi che usano droghe leggere, che non sono così leggere e poi arrivano alle altre. La cocaina rovina il cervello e quando qualcuno chiede aiuto e fa uso di cocaina a volte sono già compromessi e non è facile a volte tirarli fuori”.

Il resto dell’intervista a Don Raffatellu nel video seguente:

Condividi l'articolo