Cresce l’emergenza abitativa a Olbia, mentre il Governo boccia il sostegno agli affitti

emergenza abitativa Olbia

I dati raddoppiati dell’emergenza abitativa a Olbia.

Mentre a Olbia cresce l’emergenza abitativa, nella legge di Bilancio del 2023 il Governo ha deciso di non rifinanziare il fondo per la morosità incolpevole e quello di sostegno all’affitto, misura cardine della legge 431/98 finalizzata ad aiutare e sostenere le famiglie più bisognose e i cosiddetti lavoratori poveri, che pur lavorando non riescono a pagare il canone d’affitto, che spesso equipara e supera il 50% del reddito familiare.

A denunciare questa situazione è Sunia Nord Sardegna e Cgil Gallura, che mostrando i dati agghiaccianti dell’emegenza abitativa a Olbia, definiscono questa decisione “gravissima e ingiustificabile, che suona come una sanzione nei confronti delle famiglie povere il cui numero, con il rimodulamento del reddito di cittadinanza, con i rincari energetici e l’inflazione nel contesto post – Covid e della guerra in atto, continua ad aumentare”.

La povertà abitativa è raddoppiata in un solo anno.

Stando ai dati locali, presentati dai sindacati, a Olbia è salito il numero di cittadini che sono assistiti per l’affitto, che nel 2022 sono ben 415, ultimo anno di finanziamento. Nel 2019, ultimo anno prima della pandemia, il numero dei cittadini aiutati dal contributo era di 159. L’emergenza abitativa è uno dei problemi più gravi di Olbia.

Nel 2022, dunque, c’è stato un aumento di 256 cittadini in termini assoluti e del 161% in percentuale. “Un incremento drammatico che dimostra il grande malessere, economico, personale, sociale, che stanno vivendo le fasce deboli della popolazione di Olbia – affermano Cgil Gallura e Sunia Nord Sardegna – sempre più costrette a richiedere l’aiuto del Comune o dello Stato per i bisogni della vita quotidiana”.

Dall’altra, Olbia continua a registrare l’indice d’inflazione tra i più alti d’Italia. Nell’ultimo aggiornamento dell’Istat a giugno 2023, l’inflazione generale dell’Italia è scesa al 6.4% (dal 7.6% di maggio), mentre quella di Olbia è al 7% (era al 7.5% a maggio). Dunque l’inflazione di Olbia è 0.6 punti percentuali superiore a quella nazionale.

Se l’inflazione per “affitti reali delle abitazioni”, in Italia è pari al 2.4% (2.3% a maggio), quella di Olbia è pari al 3% (stessa percentuale di maggio). A peggiorare ulteriormente il quadro c’è che, mentre quella dell’Italia è, sebbene di poco, diminuita, quella di Olbia è rimasta alta. Questo peggiorerà ancora di più la vita di chi vive in affitto a Olbia.

Dunque è chiaro come Olbia risulta essere tra le città più colpite da questa decisione del Governo, visti i dati dell’emergenza abitativa. “Perché la città è sottoposta a due fenomeni contrastanti – spiegano Luisa Di Lorenzo e Stefano Lupinu -. Da una parte – come certifica l’ultimo aggiornamento di Demo Istat – la popolazione residente è arrivata a 61.156 al 1 maggio 2023, con un incremento di 108 residenti rispetto al 1 gennaio”.

Olbia città più colpita.

“La decisione del Governo Meloni di non rifinanziare il contributo per gli affitti è un dramma sociale per tutte le fasce deboli della popolazione italiana, ma lo è in modo particolare per Olbia – dice Luisa Di Lorenzo, Cgil Gallura -. Le fasce più deboli della città rischiano concretamente di essere le più colpite, e con maggiore violenza, dalla mancanza di sostegno pubblico per il pagamento degli affitti.

La povertà edilizia che va di pari passo alla carenza di case popolari.

L’Italia presenta una quota insufficiente di edilizia pubblica (il 4% del patrimonio abitativo e un quinto del mercato dell’affitto), una ristretta dimensione del patrimonio in affitto privato, e più in generale, una scarsa disponibilità di alloggi con costi commisurati ai redditi. Da un monitoraggio effettuato dal SUNIA, dice Stefano Lupinu Segretario Generale del Sunia Nord Sardegna, risulta che la percentuale di alloggi di edilizia pubblica assegnati in rapporto al numero di domande presentate presso i comuni risulta mediamente inferiore al 5%. Percentuale che certifica l’inadeguatezza della risposta del sistema dell’edilizia pubblica a fronte di una domanda abitativa, e di una condizione di difficoltà e disagio di molte famiglie, in crescita.

“Non rifinanziare il “Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” – istituito nel 1998 dal Governo di centrosinistra guidato da Massimo D’Alema – dimostra la totale indifferenza di questo Governo verso chi soffre situazioni di forte disagio sociale e ne acuisce, invece di lenire, le sofferenze”, concludono.

Sunia Nord Sardegna e Cgil Gallura, chiedono ai consiglieri comunali di presentare mozioni per impegnare il sindaco e la giunta dei propri Comuni ad intervenire urgentemente, anche attraverso l’Anci, presso il Governo e il Parlamento affinché la legge di bilancio venga modificata reintegrando e aumentando adeguatamente la dotazione finanziaria del fondo per l’affitto e la morosità incolpevole.

Condividi l'articolo