Tra ansie, speranze ed incertezze, per gli studenti di Olbia e della Gallura parte il conto alla rovescia per l’esame di maturità

Verso l’esame di maturità.

Niente festa dei 100 giorni quest’anno, niente raduni per studiare, ripetizioni con insegnanti privati e ansie da maturità da condividere insieme tra i banchi di scuola. Un anno particolare per i maturandi 2020 che hanno dovuto aggiungere al fardello dello studio anche lo stress causato dalla pandemia che ha stravolto in pochi giorni la loro quotidianità scolastica con video lezioni, esami virtuali e il disorientamento sulla strutturazione dell’esame che decreta la fine di un percorso iniziato 5 anni fa. Una situazione che ha toccato da vicino anche gli studenti dei licei e delle scuole professionali di Olbia, che si preparano al conto alla rovescia per l’esame.

”Da un giorno all’altro ci siamo trovati in totale blackout, è stato faticoso e spaesante. Nè noi né i docenti eravamo pronti a tutto ciò e non sapendo come si sarebbe svolto l’esame finale tutto era un grosso punto interrogativo”, racconta Chiara Santoni, maturanda in Scienze umane al liceo Scientifico Mossa di Olbia. Senza punti di riferimento e con mille dubbi, “fino ai primi di maggio quando ci hanno dato i primi accenni di come poteva essere strutturata la prova”, prosegue.

“Sono divorata dall’ansia e la preoccupazione perché fino a poco tempo fa era tutto incerto e i tempi di preparazione dell’esame sono stati estremamente ridotti. Inoltre passare dall’uscire di casa alle 6.30 del mattino e tornare alle 15 a stare tutto il giorno in casa con la famiglia immersa tra libri, video conferenze e verifiche online è stato destabilizzante”. La notte prima degli esami è vicina ma si guarda al futuro con ottimismo per il percorso di vita ancora tutto da intraprendere. ”Spero che vada tutto bene e di superare serenamente le notti prima dell’esame – conclude Chiara – il mio sogno è di entrare a medicina e diventare un ufficiale medico lavorando nel campo della medicina in ambito militare”.

Una situazioni d’incertezza che accomuna tutti i maturandi. ”Abbiamo iniziato la didattica a distanza da subito, il 9 marzo già seguivamo regolarmente le lezioni online come da calendario per 5 ore al giorno con video conferenze e verifiche online – racconta Valeria Russo, maturanda del Liceo Linguistico Gramsci di Olbia -. Mi sono trovata bene, non avevamo l’obbligo di tenere le telecamere sempre accese come in molte altre scuole e a parte qualche problema di connessione e dispositivi siamo stati fortunati. I professori ci hanno aiutato molto”.

Domani ci saranno le estrazioni delle classi e delle lettere per organizzare i turni degli esami, che verranno svolti presso la scuola di appartenenza nel rispetto delle norme sanitarie vigenti. ”L’esame di maturità consiste in un’unica prova che si chiama Maxi orale diviso in 5 parti – spiega ancora Valeria -. La prima parte consiste nella spiegazione dell’elaborato, che contiene le materie interne della seconda prova. La seconda parte è un testo d’italiano che ci viene dato al momento da analizzare con i professori, la terza parte riguarda il colloquio pluridisciplinare con tutte le materie rimanenti. In seguito dobbiamo presentare una relazione o un powerpoint sulla nostra esperienza di alternanza scuola lavoro e gli argomenti di cittadinanza e potenziamento. Il colloquio dura un’ora totale e in aula può assistere solo un accompagnatore”.

L’esame si struttura a grandi linee nello stesso modo in tutti gli istituti. ”Questa situazione è stata molto difficile e inaspettata per tutti trovandoci impreparati ad affrontarla – racconta Federico Bacciu, studente di Amministrazione, finanza e marketing dell’Istituto Deffenu di Olbia -. Le nostre abitudini sono state stravolte, non poter più vedere amici, compagni di classe e poter interagire con loro e con i professori solo virtualmente è stato destabilizzante. Inoltre studiare a casa tra mille distrazioni, famiglia e con i dispositivi da dover a volte condividere ha reso il tutto più difficile”.

Il 17 giugno, data dell’inizio degli esami, è alle porte e l’ansia cresce. ”I tempi per prepararci all’esame sono stati minimi, non sapevamo come era strutturato l’esame prima della conferenza. C’è tanta ansia, non è un esame come gli altri e ha i suoi pro e i suoi contro – continua Federico – spero che vada tutto per il meglio e spero che i maturandi del futuro non debbano affrontare lo stesso disagio che abbiamo affrontato noi pochi mesi dal diploma”.

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