Incendi, La Maddalena nell’atlante Fire-Boxper la prevenzione del rischio

La maddalena incendiFoto Sardegnaturismo.it e Firebox.unimi.it

Il Parco di La Maddalena tra i sei in Italia analizzati dal progetto coordinato dall’Università di Milano.

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena entra nell’atlante del rischio incendi realizzato nell’ambito di FIRE-BOX, progetto scientifico che mette a disposizione mappe e strumenti per individuare le aree più esposte e migliorare la prevenzione degli incendi boschivi.

La Maddalena è uno dei sei parchi nazionali italiani sui quali i ricercatori hanno applicato gli strumenti sviluppati dal progetto, insieme a Val Grande, Stelvio, Appennino Tosco-Emiliano, Gargano e Pollino. Per questi territori sono state elaborate mappe dedicate a pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio.

Tra i materiali prodotti da FIRE-BOX compare anche una mappa specifica del Parco della Maddalena sull’intensità della linea di fuoco, elaborata attraverso il simulatore sviluppato dal progetto. Il dataset cartografico utilizza una risoluzione di 100 metri e rappresenta uno degli scenari modellati per studiare il possibile comportamento delle fiamme nel territorio del Parco.

Proprio in queste ore, la è Gallura interessata da un livello di pericolo incendi alto, codice arancione, secondo il bollettino della Protezione Civile regionale per la giornata di domenica 30 agosto.

Come funziona Fire-Box.

FIRE-BOX è l’acronimo di “Essential tools for wildland fire risk management in Italy”, un progetto dedicato allo sviluppo di strumenti per la gestione del rischio degli incendi boschivi in Italia. È coordinato dall’Università Statale di Milano e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR-PRIN 2022.

Uno degli elementi analizzati riguarda il cosiddetto combustibile vegetale, cioè erba, arbusti, lettiera e biomassa legnosa che possono alimentare un incendio. I ricercatori hanno realizzato una classificazione nazionale e carte dei diversi tipi e modelli di combustibile, utilizzabili per simulare il possibile comportamento delle fiamme.

Il progetto ha inoltre realizzato un database nazionale degli incendi avvenuti tra il 2007 e il 2024, collegando gli eventi a informazioni meteorologiche, indici di pericolo, severità degli effetti sulla vegetazione e stime delle emissioni.

Le simulazioni per il Parco di La Maddalena.

Il simulatore FIRE-BOX utilizza informazioni relative a topografia, vegetazione, copertura forestale, combustibile e condizioni meteorologiche per elaborare scenari di propagazione degli incendi.

Tra gli output può calcolare la velocità di propagazione delle fiamme, la loro intensità, la lunghezza della fiamma, il tempo necessario al fuoco per raggiungere determinate aree e mappe probabilistiche di propagazione.

Il materiale ufficiale pubblicato dal progetto comprende, tra gli altri un dataset denominato Fireline Intensity Map del Parco della Maddalena, relativo a uno scenario simulato della durata di un’ora e con una griglia territoriale di 100 metri.

Le mappe non indicano dove scoppierà il prossimo incendio e non costituiscono una previsione operativa in tempo reale. Servono invece a costruire scenari utili per comprendere come il fuoco potrebbe comportarsi in determinate condizioni e quali zone potrebbero risultare maggiormente esposte.

Particolare attenzione viene dedicata anche alle aree di interfaccia urbano-foresta, dove vegetazione, case e infrastrutture entrano maggiormente in contatto.

Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale alla Statale di Milano, sottolinea a La Statale News che per prevenire gli incendi non basta conoscere ciò che è bruciato in passato. Ma occorre valutare insieme combustibili, possibile propagazione del fuoco e presenza di persone, infrastrutture ed ecosistemi esposti.

FIRE-BOX è stato sviluppato con la collaborazione dell’Università di Torino, dell’Università di Bari Aldo Moro e dell’Istituto per la BioEconomia del Cnr. Risultati, rapporti tecnici, banche dati e mappe del progetto sono stati pubblicati in open access e possono essere utilizzati come strumenti di supporto alla pianificazione e alla prevenzione degli incendi.

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