Il dato di Legambiente è aggiornato al 31 agosto. Nel focus anche il recente incendio nell’isola di Santa Maria.
Sono già 4.659 gli ettari percorsi dal fuoco in Sardegna dall’inizio del 2026 al 31 agosto, secondo l’elaborazione di Legambiente sui dati EFFIS/Copernicus. Gli eventi censiti sono 41 e hanno interessato 35 Comuni. L’aggiornamento regionale completa il quadro del rapporto nazionale “Italia in fumo 2026”, pubblicato dall’associazione a luglio.
La superficie indicata da Legambiente ha già superato quella attribuita dall’associazione all’intero 2025, pari a 3.682 ettari. Lo scorso anno gli eventi erano stati 65, contro i 41 rilevati fino al 31 agosto 2026, mentre nel 2024 erano bruciati 5.523 ettari. Il confronto evidenzia un forte aumento della superficie interessata durante l’estate, dopo una prima parte della stagione più confortante.
Il cambio di passo durante l’estate.
Fino al 15 giugno 2026 Legambiente aveva contato in Sardegna appena otto incendi e 270 ettari bruciati, contro i 777 ettari dello stesso periodo del 2025. Su scala nazionale, nello stesso intervallo, il rapporto aveva rilevato 469 roghi e 9.545 ettari percorsi dal fuoco.
Legambiente Sardegna lega l’aumento del rischio anche alle condizioni meteorologiche registrate durante l’anno. Secondo il responsabile Clima dell’associazione Carlo Torchiani, le abbondanti precipitazioni di fine primavera hanno favorito la crescita delle specie erbacee, successivamente seccate dalle alte temperature. L’associazione chiede quindi di rafforzare prevenzione, gestione del territorio e strategie di adattamento climatico.
Nel bilancio entra anche il recente incendio dell’isola di Santa Maria, nell’Arcipelago di La Maddalena. Il rogo, divampato il 10 settembre, ha interessato la macchia mediterranea e ha richiesto un lungo intervento con squadre a terra, Canadair e altri mezzi aerei. Le operazioni di spegnimento e bonifica sono proseguite per più giorni.
La presidente di Legambiente Sardegna Marta Battaglia richiama proprio il caso di Santa Maria per sottolineare la vulnerabilità delle aree protette difficilmente raggiungibili. “La prevenzione e la cura del territorio rimangono dunque il fronte fondamentale”, afferma Battaglia, chiedendo anche un rafforzamento della capacità di risposta immediata nelle isole e nelle zone scarsamente infrastrutturate.
Sul fronte dei controlli, il rapporto attribuisce alla Sardegna nel 2025 21.409 verifiche, 53 denunce, sei arresti e 29 sequestri penali. Legambiente indica quelli relativi ai controlli e agli arresti tra i valori più alti rilevati a livello nazionale.
Il quadro regionale va comunque letto distinguendo le diverse banche dati. La Regione Sardegna, utilizzando la propria contabilità della campagna antincendio, indicava già al 16 luglio 5.718 ettari di superficie complessivamente percorsa dal fuoco e 1.185 incendi. Differenza piuttosto marcata rispetto ai dati EFFIS/Copernicus elaborati da Legambiente dovuta all’ausilio di sistemi e criteri di rilevazione differenti.
