Incendio a Santa Maria: il dibattito si sposta sulla prevenzione e sui modelli di sorveglianza
Il recente incendio che ha interessato l’isola di Santa Maria, nell’Arcipelago di La Maddalena, ha profondamente segnato la comunità locale e quanti amano e frequentano queste aree naturali. Il rogo ha danneggiato porzioni significative della macchia mediterranea composta prevalentemente da ginepri secolari. Domato grazie al tempestivo intervento di molte forze in campo. C’erano Capitaneria, carabinieri, Forestale, Forestas, Protezione civile e Barracelli. Ma anche molti volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro imbarcazioni. Un evento di tale portata ha riproposto inevitabilmente una riflessione sulle strategie di gestione delle emergenze e sulle politiche di tutela ambientale.
Nel dibattito pubblico emerso all’indomani dell’accaduto, l’attenzione si sarebbe focalizzata in particolare sul tema della prevenzione e sulle modalità per ottimizzare la rapidità degli interventi.
I sistemi di sorveglianza
È proprio su quest’ultimo punto che il confronto si sarebbe fatto più acceso, dal momento che da più parti verrebbe reclamata la mancanza di misure preventive che sarebbero già state attive negli anni passati e che ora risulterebbero assenti. A tal proposito, in rete circola una proposta operativa avanzata per il ripristino del sistema di prevenzione e di intervento tempestivo nell’arcipelago e nel nord-est della Sardegna. Il documento ricorda che nel 1984 l’azienda Teletron avrebbe avviato proprio nell’isola la sperimentazione del primo sistema di telerilevamento e videosorveglianza antincendio. Reso operativo dal 1985 con la gestione dell’impianto di Caprera affidata all’allora Corpo Forestale dello Stato.
I dati dell’epoca avrebbero indicato che circa l’85% degli incendi si sviluppava al di fuori delle aree coperte da tale sistema. Questo dimistrava la sua efficacia preventiva. Nel 2005 la Regione Sardegna avrebbe proceduto alla dismissione dell’impianto, successivamente andato in degrado, nonostante il Tribunale di Cagliari si fosse pronunciato riconoscendo l’affidabilità e la validità tecnologica della tecnologia.
Il telerilevamento
La proposta suggerisce quindi di valutare il ripristino e l’aggiornamento dell’impianto di telerilevamento di Caprera con tecnologie di nuova generazione, integrandolo con la rete regionale Forestas e con il progetto nazionale Fire-Box, di cui il Parco Nazionale dell’Arcipelago risulterebbe già parco pilota. Si suggerisce inoltre l’istituzione di un presidio elicotteristico stagionale, attivo da giugno a settembre sull’isola di Caprera, dotato di una benna (contenitore per l’acqua) dedicata all’arcipelago e al nord-est Gallura. Ciò garantirebbe tempi di intervento inferiori a dieci minuti, estendendo la copertura operativa all’intero territorio in un’ottica di sistema sovracomunale.
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L’obiettivo sotteso a tali indicazioni intenderebbe offrire un contributo operativo, serio e tecnicamente sostenibile, alternativo a soluzioni ritenute non praticabili emerse nel dibattito recente. Da più parti si auspica che le istituzioni competenti, in particolare la Regione Autonoma della Sardegna, valutassero con attenzione la fattibilità dell’intervento, coinvolgendo attivamente i sindaci dei Comuni del nord-est affinché possano supportare collegialmente il Comune di La Maddalena nel portare avanti la vertenza prima del verificarsi di ulteriori eventi dannosi.
