Per l’incendio sulla nave Grimaldi a Olbia aperta un’inchiesta: danni per centinaia di migliaia di euro. Riprotetti i passeggeri che erano in partenza

L’incendio sulla nave Grimaldi a Olbia.

Si sono protratte per tutta la mattinata di oggi le verifiche a bordo della Cruise Bonaria della Grimaldi andata a fuoco mentre entrava nel porto di Olbia nel tardo pomeriggio del 18 giugno. Accertamenti dovuti, iniziati immediatamente dopo lo sbarco dei passeggeri ad opera della Guardia costiera di Olbia, che coordina l’inchiesta in stretto contatto con la Procura di Tempio, e del personale del Rina, il Registro italiano navale, volti a verificare le condizioni di sicurezza della nave.

Intanto è sempre più plausibile che il rogo si sia sviluppato dall’alimentazione di un camion frigo. In tutto sono una decina i mezzi coinvolti, tre quelli che hanno subito concretamente il danno, solo il rimorchio di un corriere, invece, è andato quasi completamente distrutto, per danni di alcune centinaia di migliaia di euro.

Nonostante questo, però, tutti i mezzi pesanti coinvolti sono usciti dal traghetto con le loro ruote. Un ulteriore indice di quanto sia stato tempestivo ed efficace l’intervento degli uomini a bordo, prima, e quello dei rimorchiatori e dei vigili del fuoco, poi. Un’efficienza che ha evitato che le conseguenze dell’incendio potessero essere ben più gravi.

Sul fronte della ripresa del servizio della Grimaldi Lines da Olbia, la maggior parte dei passeggeri che non si sono potuti imbarcare sul viaggio di ritorno della Bonaria sono partiti questa mattina alle 11 con la Cruise Olbia. La restante parte ha optato per la riprotezione sulla corsa della sera. Efficiente anche l’assistenza della compagnia di navigazione che si è preoccupata del pernottamento delle persone che ne hanno fatto richiesta.

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