La polemica sull’incendio nell’isola di Santa Maria.
L’incendio che ha colpito l’isola di Santa Maria, nell’Arcipelago della Maddalena, riaccende l’attenzione sull’organizzazione del sistema antincendio in Sardegna. A intervenire sul caso è il deputato della Lega Dario Giagoni, che chiede alla Regione una verifica sulle modalità di gestione dell’emergenza, sulla presenza dei presidi e sulla disponibilità di uomini e mezzi; “L’incendio che ha colpito Santa Maria, nell’Arcipelago della Maddalena, non può lasciarci soltanto la preoccupazione per quello che è accaduto. Deve lasciarci soprattutto una domanda: eravamo davvero preparati ad affrontare un incendio in quel luogo, in quel momento e in quelle condizioni? È una domanda politica e istituzionale alla quale la Regione deve dare risposte chiare”.
Giagoni distingue l’accertamento delle cause dalle valutazioni sulla gestione dell’emergenza. “Le cause dell’incendio saranno accertate dagli organi competenti. Potrà trattarsi di un gesto doloso, di un’imprudenza o di un incidente. Ma qualunque sia stata l’origine delle fiamme, non possiamo evitare di analizzare ciò che è accaduto nella gestione dell’emergenza”. Il deputato richiama poi le particolari caratteristiche dell’area e la necessità di garantire interventi tempestivi nelle isole: “Santa Maria è un territorio straordinariamente bello e, proprio per questo, estremamente delicato. In un’isola ogni minuto può fare la differenza e la tempestività dell’intervento non può essere affidata alla fortuna o alla disponibilità occasionale di uomini e mezzi”.
La questione dei mezzi aerei.
Tra gli aspetti sui quali chiede chiarimenti ci sono l’assenza delle vedette previste, il mancato presidio di Spargi e l’impossibilità di disporre nell’immediato di una squadra Forestas. “Non è una critica agli operatori, ai quali va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto in condizioni difficili. La responsabilità da verificare è quella della programmazione: chi governa il sistema deve mettere chi opera sul campo nelle condizioni di poter intervenire”, incalza Giagoni. Un altro punto riguarda i mezzi aerei. Il deputato leghista ricorda che il 7 settembre è terminata la disponibilità dell’elicottero Super Puma di Alà dei Sardi e segnala anche l’assenza dell’elicottero della base di Limbara, a Tempio Pausania: “Alla luce di quanto accaduto, è legittimo chiedersi: possiamo davvero considerare conclusa la necessità di un presidio aereo mentre in Sardegna il rischio incendi resta concreto? Io credo di no”.
Secondo il deputato, l’organizzazione della campagna antincendio dovrebbe tenere conto dell’evoluzione delle condizioni climatiche: “Il clima è cambiato. Le estati sono più lunghe, le temperature restano elevate anche a settembre e le precipitazioni sono sempre più scarse. Continuare a programmare la stagione antincendio sulla base di un calendario che non tiene conto di questa realtà significa esporsi a rischi che non possiamo permetterci”. Da qui la richiesta di “una verifica immediata e puntuale del piano antincendio, delle coperture territoriali e delle risorse disponibili». Per Giagoni servono inoltre “uomini, mezzi, presidi e una programmazione adeguata alla realtà dei nostri territori”.
La prevenzione nei terreni privati.
Nel suo intervento affronta anche il tema della prevenzione nei terreni privati all’interno del Parco. Secondo Giagoni, il divieto di bruciare le sterpaglie, unito agli elevati costi per il trasporto e lo smaltimento, può portare alcuni proprietari a rinunciare alla pulizia delle aree: “Prevenire gli incendi significa anche mettere i cittadini nelle condizioni di poter mantenere puliti i propri terreni”. Il deputato riferisce di avere già interessato i ministri competenti attraverso un’interrogazione e annuncia che continuerà a seguire la vicenda nelle sedi istituzionali. Tra le questioni sollevate anche quella delle infrastrutture, con la richiesta di strutture e presidi che permettano di intervenire da terra quando le condizioni meteorologiche impediscono o rendono difficoltoso l’impiego dei mezzi aerei, oltre che nelle ore serali e notturne. “Non possiamo costruire un sistema antincendio che funziona solo quando tutto va bene. Deve essere pensato per funzionare soprattutto quando le condizioni sono più difficili”.
La richiesta alla Regione, conclude Giagoni, è quindi quella di intervenire senza attendere nuovi episodi: “Non è il momento degli alibi, ma delle scelte. Non è il momento di aspettare il prossimo incendio per capire cosa non ha funzionato: è il momento di intervenire adesso”. La tutela di La Maddalena e del suo patrimonio naturale, sottolinea, richiede investimenti nella prevenzione, il rafforzamento del sistema antincendio e risorse adeguate per chi opera sul campo. «Non cerchiamo colpevoli. Cerchiamo responsabilità, risposte e soprattutto soluzioni. Perché il prossimo incendio non ci aspetterà».
