La bonifica dopo il terribile incendio a Santa Maria.
Sono in fase di conclusione le operazioni di spegnimento e bonifica dell’incendio di vegetazione che ha interessato l’Isola di Santa Maria, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Per due giorni i vigili del fuoco hanno operato nell’area con le squadre a terra, affiancate dagli interventi dei Canadair della flotta aerea del Corpo nazionale, impegnati nei lanci d’acqua sulle zone interessate dalle fiamme. Durante la notte è stato mantenuto un presidio costante per controllare il perimetro dell’area colpita e completare la bonifica. L’attività ha avuto l’obiettivo di eliminare eventuali focolai residui e prevenire una possibile riattivazione dell’incendio.
Le operazioni di bonifica procedono senza interruzione.
Dal Parco fanno sapere che le operazioni di bonifica e controllo nell’area di Santa Maria procedono senza interruzione, mentre l’intera zona colpita dal rogo resta rigorosamente interdetta al traffico e a chiunque non sia autorizzato. La salvaguardia e la sicurezza del territorio impongono misure drastiche, lasciando l’unica banchina disponibile esclusivamente alle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco e alle squadre impegnate negli interventi d’emergenza.
La situazione rimane in pieno sviluppo durante questa seconda giornata di attività intensive. Nella giornata precedente sono stati individuati e domati ulteriori focolai residui grazie a interventi tempestivi, e attualmente squadre operative lavorano H24 per monitorare il perimetro. Il cambio dei turni, arrivato in mattinata, testimonia l’impegno di uomini provati da condizioni operative estreme. Le dense nubi di fumo generate dall’incendio hanno esposto pesantemente gli operatori in prima linea a rischi significativi per la salute e per l’apparato respiratorio.
Rallentati gli accertamenti tecnici necessari.
La complessità del territorio sta rallentando gli accertamenti tecnici necessari per ricostruire la dinamica dei fatti. L’area interessata è la più selvaggia e impervia della riserva, caratterizzata da una fitta vegetazione composta prevalentemente da ginepri dove l’accesso risulta quasi impossibile persino per i cinghiali. Il vento particolare, che ha soffiato con forza fino a Punta Fico prima di rientrare e spostarsi lateralmente, ha esteso gli effetti del rogo su molti ettari, rendendo particolarmente arduo individuare l’origine dell’evento e verificare la presenza di eventuali punti di innesco.
“La Procura della Repubblica è stata presumibilmente investita del caso e il Ministero competente si sta informando costantemente sull’evoluzione della situazione, pur nel rispetto delle necessarie articolazioni procedurali. Al momento non abbiamo una relazione ufficiale per stabilire se l’evento sia di natura dolosa, chimica o comunque causato dall’uomo. Questo è il report dettagliato che sto aspettando, anche perché poco fa il Ministero mi ha contattato a questo proposito”, ha fatto sapere la presidente del Parco, Rosanna Giudice.
L’incendio dei giorni scorsi.
Il 10 settembre un vasto incendio è divampato sull’Isola di Santa Maria, nell’Arcipelago di La Maddalena, interessando la macchia mediterranea. Le operazioni di spegnimento sono state rese difficili dal territorio impervio e dall’assenza di collegamenti stradali. Sono intervenuti vigili del fuoco, Corpo Forestale, volontari e mezzi della Guardia Costiera, con il supporto di Canadair ed elicotteri. Il rogo ha provocato ingenti danni alla vegetazione e, secondo le prime stime, ha interessato diversi ettari. Il giorno successivo le fiamme si sono riattivate, alimentate dal vento, mentre erano già in corso le operazioni di bonifica.
