L’intelligenza artificiale al servizio della Medicina.
Adattare la radioterapia alle caratteristiche di ogni paziente, sfruttare l’intelligenza artificiale per analizzare una quantità crescente di dati e immagini e contribuire a prevedere l’evoluzione dei trattamenti. Sono questi alcuni dei temi affrontati durante “Time to Adapt – Adaptive School for Medical Physicists“, la scuola internazionale di Fisica Medica che si conclude oggi al Mater Olbia Hospital, dopo tre giornate di formazione e confronto scientifico.
Il sindaco Settimo Nizzi ha aperto i lavori.
A dirigere il corso sono stati Davide Cusumano, del Mater Olbia Hospital, Marco Fusella, del Policlinico di Abano Terme, e Lorenzo Placidi, della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs. All’iniziativa hanno partecipato oltre 80 professionisti provenienti da 10 Paesi, con attività svolte interamente in lingua inglese. Al centro dei lavori il ruolo sempre più rilevante dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie nello sviluppo di trattamenti radioterapici più precisi, flessibili e personalizzati. La faculty internazionale ha coinvolto specialisti, oltre che italiani, provenienti da Svizzera, Francia, Regno Unito, Austria, Turchia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Repubblica Ceca e Svezia. Ad aprire la scuola è stato il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, che ha evidenziato la capacità della città di proporsi non solo come meta turistica, ma anche come sede in grado di attrarre formazione, ricerca e confronto scientifico internazionale.
I cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale.
“L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il nostro modo di pensare la medicina – spiega Davide Cusumano, responsabile della Fisica Medica del Mater Olbia Hospital e direttore del corso – permettendoci di costruire terapie sempre più personalizzate. Con la radioterapia adattativa possiamo rimodulare il trattamento giorno dopo giorno tenendo conto dei cambiamenti anatomici che possono verificarsi durante il percorso di terapia. In questa evoluzione il fisico medico ha un ruolo centrale: è la figura che traduce l’innovazione tecnologica nella pratica clinica, garantendo la qualità e la sicurezza dei trattamenti”.
Il programma ha unito formazione teorica e attività pratica, con una giornata conclusiva dedicata alla hands-on school. I partecipanti hanno potuto lavorare direttamente con diverse tecnologie e strategie legate alla radioterapia adattativa, confrontandosi sulle modalità di applicazione nella pratica. Le sessioni pratiche sono state rese possibili anche dal contributo delle numerose aziende sponsor, che hanno messo a disposizione tecnologie e competenze a supporto dell’iniziativa. “L’auspicio è che questa esperienza possa diventare un appuntamento periodico – conclude Cusumano -, e che la città e il Mater Olbia Hospital continuino ad essere un punto di incontro per la formazione internazionale, non solo per la fisica medica ma per tutta l’oncologia”.
