Il titolare del canile ed il veterinario indagati, scatta il sequestro dei beni in tutta l’isola

L’operazione Cerbero della Procura di Tempio.

L’operazione della Procura della Repubblica di Tempio denominata “Cerbero” ha portato, questa mattina, alla notifica di misure interdittive per i due indagati e a una serie di sequestri di beni in diverse zone dell’isola.

Non solo maltrattamenti, ma anche una truffa da oltre un milione di euro

L’operazione Cerbero fu avviata nel 2018 a partire dalla segnalazione di un privato cittadino che aveva riscontrato condizioni sanitarie e comportamentali critiche in Whisky, il cagnolino meticcio da lui adottato presso il canile.

Le indagini, durate quasi due anni e “condotte in sinergia da Guardia di Finanza e dalle guardie zoofile dell’E.N.P.A.”, come evidenziato con soddisfazione dal procuratore di Tempio Greogorio Capasso, hanno portato all’individuazione di due indagati, rei di gestire un vero e proprio canile-lager attraverso “una sedicente associazione di volontariato, che associazione non era“.

Sull’aspetto sanitario della vicenda il procuratore ha sottolineato le “condizioni igienico-sanitarie precarie, di animali sostentati con cibi a uso umano scaduti e medicinali anch’essi scaduti”. A ciò si aggiunge il sovraffollamento della struttura “che poteva ospitare trecento cani e che invece ne conteneva più del doppio”.

Si configurano inoltre reati tributari e fiscali. Infatti “la veste fittizia di associazione di volontariato nascondeva una vera e propria attività a scopo di lucro”. All’evasione fiscale così perpetrata si aggiunge la truffa ai danni di enti pubblici in quanto l’associazione, che aveva stipualto convenzioni con ben trenta Comuni di tutta l’isola e due Unioni dei Comuni “non dichiarava l’avvenuta morte degli animali o ne ritardava il più possibile la comunicazione, così da continuare a ricevere il contributo da parte degli enti”.

Situazione comprovata anche dal ritrovamento di carcasse di animali conservato in celle frigo. Inoltre “il mantenimento dei cani in condizioni non adeguate generavano un cospicuo avanzo nella casse dell’associazione, le cui somme venivano utilizzate illecitamente per l’acquisto di beni privati”. Il maltolto dalle casse degli enti pubblici da parte dei due indagati negli ultimi cinque anni supera il milione di euro.

I due indagati, rispettivamente rappresentante legale dell’associazione e il veterinario direttore sanitario della struttura, sono stati interdetti dal contatto con pubbliche amministrazioni, così da evitare la partecipazione ad altri bandi o stipule di nuove convenzioni. Si è proceduto inoltre al sequestro dei beni acquistati dai due per mezzo delle somme sottratte illecitamente, beni situati in tutta l’isola. Il veterinario è stato, inoltre, sospeso dall’albo professionale per un anno.

La struttura – viene spiegato dal responsabile provinciale dell’ENPA Giovanni Azara – era stata sequestrata all’avvio delle indagini e i cani sono stati inseriti in percorsi di riabilitazione fisica e comportamentale”. Spiega inoltre come “le carcasse venissero smaltite classificandole come sottoprodotto di origine animale e dunque non tracciabili”.

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