Jovanotti, Gabry Ponte e Alfa: Olbia ombelico del mondo per una notte

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Jovanotti riempie l’Olbia Arena con due palchi, gruppi di supporto e ospiti di rilievo.

Una notte che ricorderemo tutta la vita“, ha commentato Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che nella giornata di ieri ha unito almeno quattro generazioni intrattenendole fino a notte inoltrata. Dai capelli bianchi ai dentini da latte, l’arena stracolma di gente ha decretato il successo di un repertorio che spazia dall’hip hop al blues, passando per il rock e l’elettronica.

Jovanotti, la superstar che non si ferma mai.

La performance del 59enne toscano nato a Roma è stata fondamentale per trascinare il pubblico ininterrottamente. Jovanotti ha ballato, cantato e raccontato aneddoti ininterrottamente da circa le 15:30, quando ha fatto la prima apparizione sul palco, alle 23:30, quando dopo aver omaggiato la Sardegna e i sardi, ha salutato tutti e lasciato immediatamente l’impianto. Nel mezzo, spostamenti continui tra il palco principale e il palco più piccolo, anche in bicicletta, dove si sono esibite alcune band di supporto, per salutarle e ringraziarle.

Il legame con la Sardegna e l’omaggio all’Isola.

Durante la serata, Jovanotti ha spesso incitato il pubblico gridando “ajò”: ha raccontato di aver avuto legami professionali con la Sardegna fin da ragazzino: “Nei primi anni ’80 feci una stagione da DJ presso una vecchia discoteca di Porto Rotondo – ha raccontato Jovanotti -, il “Circus”. Durante una serata, ci fu l’esibizione di Gino Paoli: inizialmente lo snobbai, lo vedevo vecchio, aveva tipo 45 anni. Poi però capii che era uno bravo”. L’artista ha omaggiato il popolo sardo più volte, prima alla consolle, con una versione remixata del noto brano popolare “Nanneddu meu“, che ha cantato lui stesso, poi con una poesia di Grazia Deledda, “Siamo Sardi”. Successivamente interpretando, con accompagnamento alla chitarra, “Non potho reposare“, nel ricordi di Andrea Parodi. È stato l’ultimo pezzo eseguito da Jovanotti prima di salutare e andare via.

Gabri Ponte e Alfa.

Durante la serata l’esibizione di Gabry Ponte, che ha eseguito anche lo storico pezzo “Blue” degli Eiffel 65, è stata occasione per un vero e proprio duetto, con Cherubini che si è scatenato al fianco del famoso DJ italiano, supportandolo ora come vocalist, ora come percussionista, ora interpretando propri brani remixati dal DJ.

Sul palco, dopo Gabri Ponte, anche Alfa, con con cui Jovanotti ha eseguito dal vivo per la prima volta il singolo composto insieme “Buon vento” . Una casualità la presenza del giovane artista sul palco, complice la sua vacanza in Gallura.

Una serata indimenticabile.

Sono arrivato a un punto in cui tutto mi emoziona“, ha raccontato l’artista in un momento di intimità col pubblico. L’artista è arrivato presso l’impianto alle 15:30 trovando una coda interminabile di persone in fila dalle 8 del mattino per conquistare i posti migliori nella PIT. L’afflusso continuo è culminato, verso le 18, con tutti gli spazi stracolmi di pubblico. L’esordio del Jova Summer Party ha visto la piena partecipazione del pubblico alla cosìddetta “Arca di Lorè“, la simbolica barchetta di carta che unisce le generazioni al seguito del capitano Jovanotti, che a 59 anni, con almeno 4 generazioni di pubblico al seguito, dopo Olbia, si prepara a far cantare e ballare mezza Italia, con il proseguimento del tour Jova Summer Party che terminerà a settembre inoltrato.

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