Dal corriere al panificio all’edicolante come è cambiato il modo di lavorare durante la quarantena a Olbia e in Gallura

Chi lavora durante la quarantena.

Quotidianità e mondo del lavoro sono cambiati radicalmente durante la quarantena. Sono moltissime le attività anche a Olbia e in Gallura che hanno avuto come unica opzione quella di chiudere, altre che possono e devono rimanere aperte per andare avanti. 

Come Ivano, che ha un’edicola in via D’annunzio a Olbia, vicino al parco Fausto Noce, racconta come questa quarantena ha cambiato il suo lavoro. “Il nostro era già un settore in crisi ancora prima che iniziasse questo brutto periodo. Noi andiamo avanti con i clienti abituali, sono quelli che ci aiutano più di tutti. Sono soprattutto anziani che però ora, per ovvie e giuste ragioni, non possono uscire”. E continua: “Le mie giornate sono cambiate. Adesso passano pochissime persone e le mattine il tempo non passa mai. Dico mattine perché la sera non ha proprio senso aprire”.

In edicola si entra uno alla volta, si prendono tutte le precauzioni che servono ma si lavora sempre con un po’ di paura. Nonostante la situazione difficile, Ivano mantiene un pensiero positivo: “Penso comunque di essere fortunato. È vero non è facile il momento, però almeno io posso aprire la mia attività. Penso a tutti quelli che invece non possono e che in questo momento si trovano in difficoltà”.

Per il Panificio Meloni di Monti invece, è tutta un’altra storia. “Noi, molti più di altri, siamo stati fortunati. I clienti sono lo stesso aumentati e abbiamo anche iniziato a fare le consegne a domicilio”, dicono. Anche il lavoro è cambiato, ovviamente. “Non è stato facile adottare tutte le precauzioni necessarie. Il lavoro di tutti giorni è cambiato, è diventano un po’ difficile. Lavoriamo in modo da garantire più sicurezza soprattutto in negozio”, proseguono.

Enrico da una ventina di anni fa il volontario della Croce Bianca di Olbia. Da quando è scoppiata l’emergenza coronavirus i soccorsi sono cambiati molto. “Trattiamo tutte le emergenze come se fossero potenziali pazienti infetti – illustra Enrico -. Soltanto uno dei nostri operatori entra nell’abitazione munito di protezioni e rileva la temperatura del paziente, poi lo porta al pronto soccorso”.

Oltre alla mascherina col filtro i volontari del 118, indossano cuffia protettiva, guanti doppi, camice trasparente, occhiali protettivi e anche una tuta bianca dpi e sono formati dall’Asl per fronteggiare ogni tipo di emergenza. “Sanifichiamo sempre tutto dopo i nostri interventi – aggiunge Enrico -. Viene igienizzata l’autoambulanza, il pronto soccorso e noi stessi. Ci cambiamo guanti, mascherina e ci disinfettiamo con un prodotto igienizzante”.

Anche i corrieri e le poste non si fermano per l’epidemia. Si sono organizzati con i guanti in lattice usa e getta e mascherine protettive col filtro. “Poiché anche noi siamo una categoria a rischio proprio per il lavoro che facciamo, a contatto con la gente”, dice Giovanni, che lavora per Sda.

Per prevenire il contagio da coronavirus, le strategie messe in campo sono tante. Mascherine, guanti e distanza di sicurezza. “Innanzitutto le lettere e pacchi vengono consegnati a distanza e non cambia nulla”, continua. Cambiano invece le modalità di consegna dei contrassegni e raccomandate. “Tramite citofono avvisiamo il destinatario della consegna. La firma della raccomandata viene emessa dall’operatore e lasciata nella cassettina, che poi verrà ritirata dall’utente con guanti o dopo alcuni giorni”, spiega.

Il lavoro dei corrieri è aumentato notevolmente durante l’epidemia. “Lavoriamo anche il doppio perché, con la chiusura dei negozi, molti abitanti di Olbia e della Gallura sono costretti a fare acquisti online”, dice l’operatore.

Ma c’è diffidenza delle persone quando il citofono squilla. “La gente ha spesso paura anche quando deve ricevere la posta a casa – conclude Giovanni -. Prima capitava di scambiare due parole o chiacchere, ora spesso devo tranquillizzare le stesse persone con cui avevo un rapporto amichevole, sopratutto se anziani, dando loro spesso istruzioni per citofono”.

(hanno collaborato Valentina Mele e Maria Verderame)

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