Libri e territori, il futuro dell’editoria passa da Olbia

Libri e territori, il futuro dell’editoria passa da Olbia

Il futuro dell’editoria passa da Olbia.

Settantasei festival finanziati, quasi 3,5 milioni di euro destinati alle manifestazioni e, allo stesso tempo, un sistema editoriale che negli ultimi anni ha visto diminuire editori attivi, produzione, fatturato e occupazione. È il contrasto emerso a Olbia durante il settimo Forum sull’Editoria del Mediterraneo, dedicato al futuro dell’editoria di prossimità e al rapporto tra libri, fiere e territori. La giornata ha riunito editori, associazioni di categoria e rappresentanti di importanti manifestazioni fieristiche italiane ed europee. Il confronto ha messo in evidenza come festival e fiere continuino a essere strumenti centrali per avvicinare il pubblico ai libri, soprattutto in una fase caratterizzata dalla riduzione della lettura tradizionale e dalla trasformazione delle modalità di fruizione dei contenuti.

Tra gli esempi analizzati c’è quello del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Marco Pautasso ha evidenziato il rapporto costruito negli anni con la città, grazie anche al coinvolgimento delle scuole e a un programma di iniziative distribuito sul territorio. Una manifestazione che, secondo quanto emerso durante il Forum, ha consolidato il proprio legame con la comunità trasformandosi in un appuntamento vissuto direttamente dai cittadini. Un ruolo importante è stato riconosciuto anche alla piccola editoria indipendente. Pamela Tarantino ha sottolineato come la presenza dei piccoli editori contribuisca alla varietà dell’offerta, portando accanto ai grandi marchi nuovi autori e proposte culturali.

Il valore dell’editoria legata ai territori è stato affrontato anche attraverso l’esperienza della Corsica.

Bernard Biancarelli ha raccontato lo sviluppo di una produzione editoriale strettamente connessa all’identità dell’isola, con pubblicazioni in francese e corso. Un percorso che presenta elementi comuni alle esperienze illustrate dalle associazioni degli editori di Sardegna, Puglia e Veneto. L’editoria di prossimità permette infatti di conservare e diffondere storie, studi, identità e patrimoni culturali che difficilmente trovano spazio nei grandi circuiti nazionali. Ma dietro questa funzione culturale restano difficoltà economiche e organizzative: distribuzione, presenza dei cataloghi nelle librerie, internazionalizzazione e investimenti in innovazione rappresentano ancora ostacoli soprattutto per le imprese più piccole.

Il mercato, nel frattempo, continua a cambiare. Il digitale e le piattaforme hanno modificato le abitudini del pubblico, spostando una parte della fruizione verso video e contenuti audio. Tra i comparti che mostrano una maggiore capacità di affacciarsi sui mercati esteri c’è l’editoria per ragazzi. Paola Seghi ha richiamato proprio il percorso di internazionalizzazione della produzione libraria italiana, sostenuto anche da risorse dedicate per circa un milione di euro.

La fotografia della Sardegna.

A presentare i dati sul sistema regionale è stata Simonetta Castìa, presidente dell’Associazione Editori Sardi, nell’intervento dedicato a fiere di prossimità, microeditoria, turismo letterario e mappa della lettura nell’isola. Per il biennio 2026-2027 sono 76 i festival finanziati dalla Regione Sardegna, per un totale di 3 milioni e 491 mila euro. Il quadro comprende tre festival storici, 11 manifestazioni consolidate, 39 festival ordinari organizzati da soggetti privati e 23 promossi dagli enti locali. Ai festival ordinari privati è destinata la quota più consistente, superiore a 1,5 milioni di euro. La distribuzione geografica, tuttavia, presenta forti differenze. Sono 41 le manifestazioni nell’area di Cagliari, 20 in quella di Sassari, 7 nel Nuorese e 5 nell’Oristanese, mentre 3 hanno carattere diffuso. Ancora più marcato è il divario nei quattro capoluoghi: dei 40 festival complessivi, 28 si svolgono a Cagliari, 5 a Sassari, 1 a Oristano e nessuno a Nuoro.

Alla vitalità delle iniziative culturali si contrappone la debolezza del comparto editoriale. Secondo i dati presentati dall’Associazione Editori Sardi, negli ultimi anni sono calati il numero degli editori attivi, la produzione media, le tirature, il fatturato e soprattutto la forza lavoro. Il settore conserva comunque una significativa capacità produttiva, con circa 280 nuove pubblicazioni ogni anno e oltre 7.000 titoli disponibili. Da qui la necessità, evidenziata da Castìa, di mettere maggiormente in relazione le politiche per la promozione della lettura con quelle destinate alle imprese editoriali. Festival, fiere, librerie, biblioteche ed editori, secondo la prospettiva emersa dal Forum, dovrebbero essere considerati parti di un unico sistema.

La questione assume un peso particolare in Sardegna, dove lo spopolamento dei piccoli centri e la desertificazione culturale rendono strategico il rapporto tra produzione editoriale e comunità locali. L’obiettivo non è quindi soltanto moltiplicare gli appuntamenti, ma rafforzare il sistema che permette ai libri di essere prodotti, distribuiti e portati al pubblico. Fiere di prossimità, microeditoria e turismo letterario possono diventare strumenti per ampliare i lettori e consolidare il legame tra cultura e territorio.

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