L’addio alla pasticcera Francesca Loi di Olbia.
Tra il profumo di mandorle tostate e savoiardi appena sfornati, il laboratorio di Sa Minda Noa conserva ancora l’anima di Francesca Loi. Il grembiule che indossava sempre, quasi fosse una seconda pelle, sembra vegliare sul banco di lavoro della pasticceria che porta oggi il nome della figlia Lina. Per la città di Olbia, che l’ha accolta dalla Barbagia e dove è scomparsa il 19 luglio a 85 anni, Francesca non era solo una maestra di dolci: era un simbolo di dedizione e tenacia.
La sua storia affonda le radici a Lula, dove da bambina “giocava alla pasticcera”, prima di aprire la prima attività a Bitti nel 1967. Dopo il trasferimento a Olbia, nel 1973, insieme alla sorella Maddalena, la sua arte si è intrecciata con la crescita della città e con la nascente Costa Smeralda. Negli anni, tra sacrifici e passione, la pasticceria Loi ha conquistato clienti illustri e turisti di tutto il mondo, senza mai abbandonare la tradizione barbaricina, ma adattandola ai gusti galluresi. Per Lina, che oggi prosegue il lavoro materno, ogni dolce è un frammento di memoria, un gesto che tiene viva l’eredità di Francesca: un’arte fatta di precisione, calore umano e amore per la sua terra, destinata a durare nel tempo.
