Un bagnino di La Maddalena ha salvato un bambino a Punta Tegge.
Erano le 13:30 di venerdì 8 agosto, quando un bambino belga di 3 anni ha rischiato di annegare a Punta Tegge sotto gli occhi dei nonni e del papà.
“Ho sempre gli occhi davanti allo specchio acqueo e ho visto il bambino che annaspava e ingurgitava acqua”, racconta Agostino Spanu, bagnino 66enne nato e vissuto a La Maddalena.
Momenti concitati.
“Non hai il tempo di pensare, devi andare in acqua e basta – prosegue il lifeguard maddalenino -. Ho preso il bambino, in compagnia del nonno e l’ho messo in posizione laterale, in sicurezza con pacche interscapolari. Il bambino ha espulso immediatamente acqua di mare e rigurgito di cibo per due volte: ha ripreso a respirare correttamente ed era fuori pericolo. Il padre mi ha ringraziato tanto, anche la nonna. Il nonno era visibilmente scosso”.
Una vita da Bagnino a La Maddalena.
“Ho fatto il lifeguard per 45anni, ho il brevetto Fin – racconta il bagnino. Dal 1979 sono anche una guida storica archeologica e ho lavorato come giuda museale in due musei: il Lamboglia e il Memoriale Arbuticci all’apertura del compendio.
In carriera ho fatto 23 salvataggi. La stagione più impegnativa è stata il 2015. Due persone rianimate con Dae e all’ultimo giorno di servizio, ho praticato la manovra di Heimlich su una signora che aveva ingurgitato un spicchio di arancia intero: andò bene”.
Perfetta forma nonostante l’età.
Nonostante i suoi 66 anni Agostino ha dimostrato di avere ancora l’attenzione e la prontezza necessaria per svolgere questo mestiere: “Ringrazio chi mi dà ancora la fiducia e la forza di andare avanti. Speriamo di terminare la stagione in tranquillità“.


