Maxi stoccaggio di plastica per evitare il blocco della raccolta a Olbia

Lo stoccaggio straordinario della plastica a Olbia.

L’emergenza legata alla gestione della plastica raccolta attraverso la differenziata arriva anche a Olbia, dove la Provincia della Gallura Nord Est Sardegna ha autorizzato un ampliamento temporaneo degli spazi destinati allo stoccaggio dei rifiuti nell’impianto di Spiritu Santu. Il provvedimento, firmato dal presidente Settimo Nizzi il 28 agosto, consente di utilizzare alcune aree dell’installazione gestita dal Consorzio Industriale Nord Est Gallura Sardegna per accogliere fino a 2.500 tonnellate di plastica compattata. Alla base dell’ordinanza c’è la situazione di difficoltà che sta interessando la filiera nazionale del riciclo. La raccolta della plastica da parte di Corepla, il consorzio nazionale che si occupa degli imballaggi in plastica, procede infatti con rallentamenti e difficoltà. Il risultato è l’accumulo dei rifiuti nelle piattaforme e negli impianti autorizzati allo stoccaggio, una condizione che rischia di ripercuotersi anche sul sistema regionale.

Il servizio rischia il blocco.

Il problema riguarda in particolare la capacità degli impianti di ricevere nuovi quantitativi di plastica provenienti dalla raccolta urbana. La saturazione degli spazi disponibili potrebbe infatti costringere i gestori a interrompere o rallentare i conferimenti. Uno scenario che, secondo quanto evidenziato dalla Provincia, avrebbe conseguenze dirette sulla raccolta differenziata e sulla gestione quotidiana dei rifiuti. L’eventuale blocco del servizio potrebbe determinare un aumento degli accumuli di plastica nelle abitazioni e negli spazi pubblici, oltre a favorire il fenomeno dell’abbandono irregolare dei rifiuti. Da qui la necessità, indicata dagli enti coinvolti, di individuare rapidamente nuove aree di deposito per evitare un’interruzione dei flussi.

La decisione arriva dopo un recente confronto tra la Regione Sardegna e Corepla. Durante il tavolo tecnico istituzionale è stata rappresentata la necessità di aumentare in tempi brevi la capacità di stoccaggio disponibile nell’Isola, alla luce del rischio che la situazione di difficoltà possa protrarsi ancora. In questo quadro si inserisce la disponibilità manifestata dal Consorzio Industriale Nord Est Gallura Sardegna. L’ente ha individuato all’interno dell’impianto di Spiritu Santu circa 1.500 metri quadrati di aree attualmente non utilizzate, originariamente destinate al deposito di carta e cartone, materiali inerti e rifiuti lignei e ligneo-cellulosici.

La zona individuata per lo stoccaggio della plastica a Olbia.

Gli spazi, già compresi nel perimetro dell’installazione autorizzata alla gestione dei rifiuti, risultano accessibili ai mezzi di trasporto e movimentazione e dispongono delle infrastrutture necessarie sotto il profilo della prevenzione degli incendi. La Provincia ha stimato che il loro utilizzo possa garantire una capacità aggiuntiva compresa tra 2.000 e 2.500 tonnellate di plastica pressata e confezionata in balle. Per rendere possibile l’operazione è stato necessario ricorrere a una procedura straordinaria prevista dalla normativa sui rifiuti. L’ordinanza utilizza infatti i poteri attribuiti dall’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006, consentendo temporaneamente una gestione in deroga alle condizioni normalmente previste dall’Autorizzazione integrata ambientale dell’impianto.

L’autorizzazione ha una durata massima di 180 giorni dalla data del provvedimento e riguarda esclusivamente la messa in riserva, classificata come operazione R13, della plastica compattata. Le aree interessate sono quelle indicate nella documentazione tecnica come “Ulteriore area per scarico e stoccaggio dei rifiuti di plastica” e “Area di scarico e messa in riserva rifiuti di metallo“.

La capacità volumetrica delle aree.

Il limite delle 2.500 tonnellate non potrà comunque essere considerato automatico. L’effettiva quantità stoccabile dovrà essere determinata sulla base della capacità volumetrica delle aree e nel rispetto delle altezze massime e delle distanze previste per i cumuli. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza antincendio. L’utilizzo degli spazi dovrà rispettare le norme tecniche vigenti e le eventuali prescrizioni aggiuntive che saranno impartite dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco qualora l’aumento dei quantitativi comporti un aggravio del carico d’incendio.

Prima di utilizzare le aree, il Consorzio dovrà inoltre comunicare alla Provincia, all’Arpas e alla Regione la quantità massima effettivamente stoccabile, tenendo conto delle condizioni di sicurezza e della destinazione temporaneamente modificata degli spazi. È previsto anche un sistema di monitoraggio settimanale. Entro le 12 di ogni venerdì, il Consorzio dovrà trasmettere una comunicazione con i quantitativi di plastica entrati nell’impianto e quelli effettivamente usciti dopo il ritiro da parte dei consorzi della filiera. L’obiettivo dell’intervento è dunque evitare che la crisi degli stoccaggi possa trasformarsi in un problema per la raccolta differenziata dei cittadini.

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