Proseguono le indagini sulla morte di Giovanni Marchionni a Portisco.
Proseguono le indagini sulla morte di Giovanni Marchionni, il ventenne trovato senza vita a bordo di uno yacht ormeggiato alla Marina di Portisco, a Olbia. L’attenzione degli inquirenti si sta concentrando anche sulla regolarità del suo inquadramento lavorativo.
Il giovane, originario di Bacoli, in provincia di Napoli, si trovava sull’imbarcazione quando, secondo i primi accertamenti, sarebbe rimasto vittima delle esalazioni provenienti da un wc chimico o dalle batterie dello scafo. L’episodio è avvenuto nella giornata di ieri, mentre lo yacht era ormeggiato in porto.
I familiari di Giovanni Marchionni sono in Sardegna.
I familiari di Marchionni sono giunti in Sardegna nelle ultime ore. Gli investigatori potrebbero incontrarli già oggi per raccogliere elementi utili alle indagini. La Procura di Tempio Pausania è pronta a conferire l’incarico per l’autopsia, che dovrebbe essere eseguita mercoledì, al fine di chiarire con precisione la causa del decesso.
Marchionni lavorava come operaio in un cantiere navale di Licola, in provincia di Napoli. Si era imbarcato sullo yacht per trascorrere alcune settimane in Gallura insieme alla famiglia dell’armatore.
Nel comune di Bacoli, il sindaco ha annunciato il lutto cittadino nel giorno in cui si svolgeranno i funerali, in segno di cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane. Le indagini proseguono per accertare ogni dettaglio della vicenda.
