Olbia in lutto per capitan Truddaiu, addio all’idolo del Nespoli

Ernesto Truddaiu

È morto Ernesto Truddaiu, storico capitano dell’Olbia.

È venuto improvvisamente a mancare, stroncato da un malore, Ernesto Truddaiu, 65 anni, storico capitano dell’Olbia negli anni ’90. Con la sua scomparsa, il calcio sardo piange un ex atleta di grande valore e un simbolo di dedizione e passione per lo sport, ma soprattutto perde uno dei propri simboli, una bandiera, un punto di riferimento insostituibile.

Vita e carriera.

Nato a Sedini (SS) il 3 gennaio 1960, Ernesto si trasferì con la famiglia a Olbia quando era ancora in fasce. Figlio di una classica famiglia tradizionale dell’epoca, con entrambi i genitori operai, crebbe in un ambiente semplice ma ricco di quei valori che avrebbero forgiato il suo carattere determinato e leale.

I primi calci al pallone li diede per strada, come tanti bambini della sua generazione. Fu proprio in quelle partite improvvisate con gli amici che un allenatore notò il suo talento e lo convinse a entrare nelle giovanili dell’Olbia.

Da lì iniziò la sua ascesa: all’età di sedici anni, Ernesto era già in prima squadra, pronto a lasciare il segno in Serie C. La svolta arrivò quando, ancora giovanissimo, si trovò a scegliere tra il lavoro e il calcio. La società gli offrì uno stipendio che superava quello del suo impiego, chiedendogli di dedicarsi interamente al calcio.

Fu una decisione che cambiò la sua vita: “A me il calcio ha dato letteralmente tutto quello che oggi ho. Mi ha permesso di fare il lavoro che amavo, di guadagnare e vivere dignitosamente e oggi anche di avere una pensione”, raccontava con gratitudine.

Fu titolare nella nazionale italiana di calcio agli Europei Under 18 in Polonia, in difesa con Franco Baresi e Mauro Tassotti.

Nel corso della sua carriera, Truddaiu vestì molte maglie di squadre di Serie C – con l’eccezione del Varese, in Serie B -, ma il legame con Olbia e l’Olbia rimase indissolubile. Avviò la conclusione della carriera di calciatore proprio con bianchi, con 9 stagioni consecutive, nel ruolo di “libero“, prima dell’ultima stagione giocata col Santa Teresa.

Il calciatore e la persona.

Capitano carismatico negli anni ’90, guidò la squadra con grinta e cuore, incarnando lo spirito di un calcio genuino e appassionato, in cui l’identificazione con la maglia indossata veniva prima di qualsiasi calcolo economico. Descrivere Ernesto Truddaiu a chi non l’ha mai visto giocare è semplice, usando parole sue: “Ero un giocatore stile Gattuso, forse con dei piedi migliori dei suoi e con una testa non alla sua altezza“. Un calciatore tenace, rude quando necessario, con una buona visione di gioco, straordinarie capacità di anticipo, e assoluta leadership in campo e dentro e fuori dallo spogliatoio. Un giocatore che non si risparmiava mai, che metteva l’anima in ogni partita: un punto di riferimento per compagni, dirigenti e tifosi. Fuori dal campo un uomo genuino e leale con tantissimi amici ed estimatori a Olbia e nel resto d’Italia, avendo lasciato ovunque un ottimo ricordo.

Oggi Olbia e tutta la Sardegna, incredule, piangono un uomo che ha saputo rappresentare con orgoglio la sua terra, lasciando un ricordo indelebile in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e vederlo giocare. La sua eredità sportiva e umana continuerà a vivere nel cuore dei tifosi e nelle storie di chi lo ha amato come calciatore, come amico, come uomo.

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