Orrore a Olbia: “Cacciatore uccide cane a fucilate e minaccia di morte il padrone”

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Un cacciatore a Olbia avrebbe anche minacciato il proprietario del cane

A Olbia un cacciatore col suo fucile avrebbe ucciso a bruciapelo un cane e minacciato il padrone, lo denuncia la Lida. L’episodio sarebbe avvenuto giovedì mattina nella zona di Su Trambuccone. Secondo quanto denuncia l’associazione che gestisce il rifugio degli animali il cane Zeus sarebbe stato ucciso a bruciapelo, deliberatamente.

Prima le pietre, poi le fucilate

“La mattina dell’8 ottobre, in località Su Trambuccone a Olbia, si ripete il solito copione – spiegano dalla Lida -: invasione armata in un terreno recintato adiacente all’abitazione. L’intruso viene affrontato, invitato ad andarsene e scortato fino alla sua vettura.
Verso le 9:30 il padrone si allontana per una ventina di minuti per accompagnare la compagna a Olbia, portando con sé l’inseparabile Zeus. Rientrano verso le 9:45. Zeus salta giù dall’auto felice, il proprietario entra un attimo in casa.
Ma un altro estraneo si è introdotto nella proprietà privata.
Quando Zeus lo ha sorpreso e ha abbaiato per difendere il suo territorio, l’individuo ha prima tentato di colpirlo con delle pietre, poi ha imbracciato il fucile ed esploso due colpi contro il cane. Due colpi secchi. Un’esecuzione mirata, spietata, a sangue freddo contro un animale indifeso”.

Le minacce al padrone

“Non contento, convinto di non essere visto, ha afferrato il corpo inerme e lo ha trascinato verso un canalone per occultarne il cadavere e cancellare le tracce del suo crimine. Ma il padrone ha sentito i colpi, si è precipitato fuori e ha visto l’orrore. Nella corsa disperata per raggiungere Zeus è inciampato e caduto a terra.
A quel punto, l’arroganza armata ha toccato il punto di non ritorno: il cacciatore gli si è scagliato contro, gli ha puntato il fucile carico dritto in faccia e gli ha gridato con odio in sardo: «Ti occo!» (Ti ammazzo!). Solo le urla disperate del padrone lo hanno fatto scappare.
I carabinieri, allertati all’istante, sono intervenuti tempestivamente, rintracciando l’uomo e conducendolo in caserma. Il proprietario è finito al Pronto soccorso, distrutto nel corpo e nell’anima. La salma di Zeus è stata sequestrata dall’Asl per l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria”.

“È tentato occultamento di cadavere.
È minaccia di morte aggravata dall’uso di armi da fuoco
È lesioni e violazione di domicilio a mano armata.
Come associazione saremo al fianco della famiglia fino all’ultimo grado di giudizio, costituendoci parte civile e pretendendo il massimo rigore della pena
Esigiamo la revoca immediata e definitiva del porto d’armi e la confisca di tutte le armi in possesso di questo individuo. Chi punta un fucile in faccia a un essere umano e ammazza un cane per ripicca non deve mai più toccare un’arma in vita sua“.

L’accusa ai cacciatori

“Hanno la sfacciataggine di spacciarsi per “sentinelle del territorio e dell’ambiente”. È ora di squarciare questo velo ipocrita e vomitevole – attaccano dalla Lida di Olbia -.Chi ama la natura non esce all’alba con armi da guerra per spargere piombo e sventrare creature innocenti. Chi rispetta gli animali non va in giro a sparare per divertimento. La realtà è una sola: la caccia è una barbarie legalizzata, un passatempo anacronistico e violento alimentato da una lobby venatoria potente, arrogante e coccolata dalla politica.
Una lobby che si fa scudo di leggi medievali e vergognose come l’art. 842 del Codice Civile, grazie alla quale individui armati fino ai denti si sentono padroni assoluti della terra altrui, sfondano recinzioni, devastano proprietà private, calpestano il diritto alla sicurezza dei cittadini e rispondono con strafottenza: “Pago le tasse e vado dove voglio”.

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