Autista del 118 picchiato a Ferragosto: “Ecco cosa ho passato da quel giorno”

Il racconto del soccorritore Paolo Cossu.

Risponde dall’ospedale di Tempio, Pietro Paolo Cossu, il soccoritore 52enne di Arzachena che all’alba dello scorso Ferragosto, è stato aggredito all’esterno della discoteca Just Cavalli di Porto Cervo. Proprio questa mattina, infatti, Cossu ha subito un delicato intervento al naso per ridefinire il setto che era rimasto deviato a causa del pugno ricevuto dal 28enne di origine pakistana residente a Roma, che quella mattina gli si è scagliato contro all’improvviso.

Autista del 118 picchiato davanti al Just Cavalli, trovati i 2 responsabili

A seguito di quell’aggressione, Cossu, che di professione è autista dell’ambulanza dell’associazione Agosto ’89 di Arzachena, è dovuto stare tre mesi a casa in infortunio, tra lastre e visite mediche pagate di tasca sua. “Sono rientrato al lavoro solo a metà novembre e adesso dovrò stare altri venti giorni a casa a seguito di questo intervento. Da agosto accusavo problemi respiratori, mal di testa e problemi psicologici per essere rimasto tanto tempo fermo, lontano da quel lavoro che con passione svolgo da 14 anni. Spero di avere il risarcimento per i danni fisici e morali dovuti all’aggressione”, dice il soccorritore.

Cossu aveva immediatamente sporto denuncia contro il suo aggressore che già dal 18 agosto era stato individuato attraverso le foto segnaletiche, in quanto noto alle forze dell’ordine di Roma dove risiede. Insieme all’aggressione fisica, Cossu aveva dovuto subire anche quella verbale della ragazza del 28enne, che l’aveva accusato di aver rotto l’orologio da 5.000 euro. Solo il pronto intervento dei colleghi soccorritori ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. Cossu è sposato e padre di tre figli e la sua frustrazione è gravata dal fatto che a seguito del suo malessere dallo scorso agosto è dovuto stare anche lontano dalla famiglia.

La memoria corre a quella mattina di Ferragosto. “Se avesse chiesto gentilmente di farlo passare, lo avremmo fatto passare. Avevamo quasi finito di soccorrere il ragazzo che si era sentito male al Just Cavalli – ricorda -. Era a terra. Ma il pakistano continuava ad accelerare perché aveva fretta, voleva passare tra le altre macchine e la nostra ambulanza, col rischio di schiacciare il giovane a terra. Quindi mi sono avvicinato alla sua macchina per chiedergli di pazientare qualche minuto per darci modo di concludere il soccorso, ma il 28enne ha aperto lo sportello della sua Mercedes Gialla e mi ha dato il pugno in faccia. Ho perso i sensi per qualche secondo e i miei colleghi nel frattempo venivano insultati pesantemente dalla coppia di turisti”. Il resto è cronaca, fino all’identificazione e alla denuncia dei due dell’altro giorno.

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