Partoanalgesia sospesa a Olbia, cresce la preoccupazione in Gallura

Neonato

Sospesa la partoanalgesia a Olbia.

Un appello urgente per il ripristino della partoanalgesia all’ospedale di Olbia arriva dal sindaco di Calangianus, Fabio Albieri, che richiama l’attenzione sulla situazione del reparto di Ostetricia e Ginecologia e sulle ricadute per le donne della Gallura. Il primo cittadino interviene denunciando la prolungata sospensione del servizio di epidurale, assente ormai dal periodo della pandemia, e sottolinea le conseguenze che questa carenza sta producendo sul territorio.

“Il diritto alla salute e alla dignità delle donne della Gallura non può continuare a essere calpestato. È inaccettabile che nell’unico punto nascite del nostro territorio il servizio di partoanalgesia sia sospeso ormai dai tempi della pandemia”, afferma il primo cittadino esprimendo una posizione netta, evidenziando come la mancanza di un servizio considerato fondamentale nei Livelli Essenziali di Assistenza stia costringendo numerose future madri a rivolgersi ad altre strutture fuori provincia.

Il fenomeno viene descritto come una vera e propria migrazione sanitaria, con spostamenti che comportano disagi sotto il profilo fisico, emotivo ed economico per le famiglie. Le donne in gravidanza si trovano infatti a dover pianificare trasferte verso altri ospedali, affrontando viaggi spesso complessi e lontani dal proprio contesto di riferimento. L’assenza prolungata della partoanalgesia secondo Albieri rischia di incidere anche sui numeri del punto nascite di Olbia. Dai oltre 700 parti registrati nel 2024 si potrebbe scendere sotto la soglia dei 500 nel corso dell’anno in corso, con un impatto diretto sulla tenuta del servizio. Il sindaco richiama quindi l’attenzione su un parametro ritenuto decisivo per la sicurezza.

“La soglia dei 500 parti non è un semplice numero o una statistica psicologica – sottolinea il sindaco -, ma rappresenta lo standard di sicurezza e formazione previsto a livello regionale e nazionale per la gestione delle emergenze ostetriche. Svuotare il punto nascite di Olbia significa renderlo, nel tempo, meno sicuro e meno efficiente per tutta la comunità gallurese”.

Nel suo intervento viene quindi avanzata una richiesta precisa rivolta ai vertici sanitari e alla Regione Sardegna, sollecitando un’azione immediata per il ripristino del servizio di partoanalgesia attivo in modo continuativo. L’obiettivo indicato è quello di garantire nuovamente alle donne la possibilità di partorire nel proprio territorio con adeguati standard assistenziali.

“Non possiamo restare a guardare mentre un servizio vitale viene smantellato nell’indifferenza. Difendere il punto nascite di Olbia significa difendere il futuro della Gallura e il diritto sacrosanto di ogni donna di partorire nel proprio territorio, in sicurezza e senza sofferenze inutili”, conclude Albieri.

Condividi l'articolo