Pesca illegale di ricci di mare a Trinità D’Agultu, nei guai 5 persone

I pescatori hanno ributtato in mare i ricci.

Lo scorso 15 gennaio, nell’ambito dei servizi di prevenzione e repressione della pesca di frodo organizzati dell’Ispettorato ripartimentale di Tempio Pausania, il personale delle stazioni forestali di Trinità D’Agultu e Luogosanto, ha sorpreso cinque persone intente alla raccolta illegale dei ricci di mare contestandogli la sanzione amministrativa di mille euro a ciascuno per inosservanza al divieto di pesca sportiva della specie.

Infatti, come previsto del Decreto dell’Assessorato agricoltura in Sardegna vige il divieto di pesca sportiva ai ricci di mare durante tutto l’arco dell’anno.

I pescatori di frodo sono stati sorpresi, nel tratto di mare lungo la costa di Trinità D’Agultu, a bordo di un natante mentre erano intenti a confezionare la polpa dei ricci. Alla vista dei Forestali i trasgressori hanno scaricato in mare numerose ceste di ricci appena pescati senza tuttavia riuscire a nascondere le bottigliette di vetro che contenevano più di 5 chilogrammi di polpa di riccio che sono stati sequestrati.

Le stazioni forestali costiere e le basi operative navali del Corpo forestale sono impegnate nella prevenzione della pesca di frodo e, in questi mesi in particolare, della raccolta illegale del riccio di mare, preziosa risorsa il cui depauperamento sta diventando un fenomeno preoccupante. L’echinoderma marino è anche un importantissimo elemento della catena alimentare, essendo la base per il nutrimento di numerose e importanti specie ittiche, e quindi, a maggior ragione, meritevole di tutela e protezione.

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