Pesce non tracciato, maxi sequestro in due ristoranti di Arzachena

Pesce non tracciato, maxi sequestro in due ristoranti di Arzachena

Il maxi sequestro in due ristoranti di Arzachena.

Un controllo mirato sulla ristorazione della Gallura ha portato alla luce alcune irregolarità nella gestione dei prodotti ittici destinati ai clienti. È quanto emerso nella serata del 12 luglio, quando gli uomini della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di La Maddalena hanno effettuato una serie di verifiche in due ristoranti del territorio comunale di Arzachena, nell’ambito delle attività di vigilanza sulla filiera della pesca e sulla tutela dei consumatori. Durante gli accertamenti all’interno dei locali, i militari hanno concentrato l’attenzione sulle celle frigorifere e sulla documentazione relativa al pescato conservato. Le verifiche hanno permesso di individuare diverse partite di prodotto ittico prive degli elementi necessari per garantirne la completa tracciabilità.

In particolare, secondo quanto rilevato dalla Guardia Costiera, mancavano documenti e informazioni indispensabili per ricostruire con certezza la provenienza del pesce e collegarlo ai relativi lotti di origine. Una violazione che riguarda uno degli aspetti fondamentali della normativa sulla sicurezza alimentare, poiché la tracciabilità consente di verificare il percorso del prodotto lungo tutta la filiera, dal momento della cattura fino alla vendita o alla somministrazione.

Al termine delle operazioni sono scattati i provvedimenti nei confronti dei due esercizi coinvolti. I titolari dei ristoranti sono stati sanzionati complessivamente con 4 mila euro di multa, pari a 2 mila euro per ciascuna attività. Contestualmente, gli operatori della Capitaneria hanno proceduto al sequestro amministrativo di oltre 43 chilogrammi di prodotti ittici, sottratti temporaneamente alla disponibilità degli esercizi in attesa degli ulteriori adempimenti previsti. Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni lungo l’intera filiera, con verifiche rivolte non soltanto ai ristoranti, ma a tutti gli operatori coinvolti nella gestione del pescato, con l’obiettivo di tutelare la legalità e assicurare che sulle tavole dei cittadini arrivino prodotti conformi ai requisiti previsti dalla normativa.

Condividi l'articolo