Peste suina, controlli coi cani nei porti di Olbia e Golfo Aranci

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Peste suina africana, screening a campione nei porti di Olbia e Golfo Aranci

Nei porti di Olbia e Golfo Aranci si effettuano controlli a campione coi cani per tenere sotto controllo la peste suina africana. “L’obiettivo è salvaguardare gli sforzi fatti nel tempo, mitigando il rischio di introduzione del virus genotipo 2 della peste suina africana”. Così spiegano dall’Asl Gallura. “È ricominciato il progetto “Asf Dog” realizzato dal Dipartimento di Prevenzione Area Veterinaria del Nord Sardegna e dal coordinamento regionale per l’eradicazione della peste suina africana”.

Controlli nei porti per la peste suina, ma senza sanzioni

“Da aprile ai primi di luglio sono stati effettuati 260 controlli nel porto di Olbia e 126 in quello di Golfo Aranci. A Olbia i cani molecolari hanno segnalato 97 prodotti di origine suina, mentre a Golfo Aranci 81. Nel porto di Olbia in nove casi i viaggiatori hanno consegnato spontaneamente prodotti non certificati successivamente trasferiti ai laboratori per le analisi. Le segnalazioni non hanno comportato sanzioni o sequestri: l’attività è, infatti, improntata all’educazione sanitaria e alla sensibilizzazione delle persone sul tema della peste suina”.

Il Coordinatore regionale dei servizi veterinari

“Dobbiamo ricordare che il rischio di introduzione in Sardegna non è trascurabile – sottolinea il Coordinatore regionale dei servizi veterinari, Francesco Sgarangella – e pertanto bisogna mettere in campo tutte quelle azioni di prevenzione necessarie per ridurlo al minimo. Il progetto denominato “ASF Dog”, finanziato anche quest’anno dalla Regione Sardegna, prevede controlli a campione sui passeggeri in arrivo nei principali porti dell’Isola attraverso l’ausilio di binomi uomo-cane, appositamente addestrati per l’individuazione di prodotti a base di carne suina o di cinghiale». «Il progetto – aggiunge la Responsabile Scientifica, Bastianina Mossa – nasce da esperienze di altri paesi nel mondo come il Giappone. Vengono sfruttate le caratteristiche anatomiche e fisiologiche dei cani che con il loro potente fiuto riescono ad intercettare sostanze volatili ed emanate dai prodotti, anche trasformati, a base di carne di maiale o di cinghiale”.

Nei porti, oltre ai binomi uomo-cane dell’associazione Progetto Serena Onlus, sta operando il personale Veterinario e Tecnico dei Servizi Veterinari della Asl Gallura che a campione verifica l’eventuale presenza di prodotti non tracciati nei mezzi che sbarcano dalle navi. Si tratta per il momento di un’azione di deterrenza e di cessione volontaria da parte dei passeggeri nelle more di provvedimenti ordinativi più rigorosi da parte delle autorità ministeriali e regionali.

La collaborazione

“In questo contesto – prosegue Francesco Sgarangella – è fondamentale la collaborazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, delle forze dell’ordine che operano nei porti di Olbia e Golfo Aranci a partire dalla Guardia Costiera, dalla Polizia di Frontiera fino alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane. Sono in corso contatti anche con il Corpo Forestale e la Polizia locale di Olbia, per ampliare ulteriormente la rete. Un ringraziamento va a tutti coloro che stanno collaborando per cercare di difendere la nostra Isola dalla possibile incursione di un virus che sta circolando in modo importante nel centro nord Italia e nel centro Europa, compresa la Spagna. Purtroppo si tratta di una patologia difficile da contrastare per la quale non esistono vaccini e che determina gravi ripercussioni economiche. Il comparto ha produzioni di grande qualità: noi ci impegniamo a preservarlo, i nostri allevatori e i trasformatori sapranno sicuramente valorizzarlo”.

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