Israeliani in vacanza a Santa Teresa Gallura
È polemica per i turisti israeliani in vacanza in un resort di Santa Teresa Gallura, relax in spiaggia lontano dall’inferno. Con le forze dell’ordine italiane a presidiare i loro spostamenti in Sardegna. I voli diretti da Tel Aviv a Olbia erano previsti già da giugno, ma la guerra tra Israele e Iran aveva fatto saltare il progetto. Ora il ponte aereo tra l’orrore e la Gallura è operativo e decine di israeliani sono ospiti del Mangia’s resort di Santa Reparata. Non sono i primi o unici, in zona ci sono già imprenditori. Ma ora si ipotizza che si tratti di militari impegnati nella devastazione a Gaza. Questa possibilità scatena dure reazioni, proteste e allarme politico.
La deputata Ghirra
“Nessuno conferma che si tratti di soldati dell’Idf – commenta la deputata Francesca Ghirra -. Ma il presidio delle forze dell’ordine davanti alla prestigiosa struttura alberghiera a cinque stelle di Baia Santa Reparata a Santa Teresa Gallura fa pensare che le preoccupazioni degli attivisti di Lungoni per la Palestina siano fondate”. La parlamentare del gruppo Avs aggiunge: “Il Governo italiano non fa nulla per fermare i crimini di guerra di Israele in Palestina, si rende complice del genocidio lasciando che la popolazione civile venga colpita con le bombe e lasciata morire di fame. Sarebbe molto grave se avesse stretto accordi con Netanyahu per far alloggiare i suoi soldati nei nostri territori, per di più in strutture alberghiere aperte al pubblico”.
“Meloni e Crosetto si rifiutano di riconoscere lo Stato di Palestina, non ammettono che è in atto un genocidio e si limitano costantemente a ipocrite frasi di circostanza – aggiunge -. Vogliamo sapere se il loro servilismo li ha portati persino a siglare accordi con un criminale di guerra come Netanyahu e quali autorità si siano macchiate di questa responsabilità. Quanto questi accordi costino al nostro Paese in termini economici, oltre che di dignità. Anche in considerazione delle attività di sorveglianza delle forze di polizia italiane in prossimità delle strutture alberghiere ospitanti. Vogliamo sapere come pensano di garantire la sicurezza e l’ordine pubblico”.
La protesta della Cgil Gallura
“In un momento in cui il conflitto in Medio Oriente continua a mietere vittime civili e a generare una crescente indignazione internazionale per le gravi violazioni dei diritti umani – attacca Cgil Gallura -, riteniamo inopportuna e politicamente insensibile la scelta di accogliere nel nostro territorio personale militare direttamente coinvolto nelle operazioni belliche in corso. La Sardegna è da anni al centro di una forte mobilitazione civile contro la militarizzazione, per la riconversione delle servitù militari e in favore della pace. Accogliere, seppur per fini turistici, personale militare attivo in scenari di guerra va nella direzione opposta a questi valori”.
Le richieste alle istituzioni
“Chiediamo alle autorità locali, Comune, Regione e Prefettura, di chiarire in che modo sia stato autorizzato questo soggiorno. Quali siano le motivazioni che hanno portato a tale scelta. È inoltre urgente sapere se si tratti di un’iniziativa privata o se vi sia il coinvolgimento di istituzioni pubbliche italiane o straniere. La CGIL ribadisce il proprio impegno per la pace, il rispetto dei diritti umani e la solidarietà tra i popoli. La Gallura, terra di accoglienza e di lavoro, non può diventare un luogo di “svago” per chi è coinvolto in conflitti armati in spregio al diritto internazionale”.
[foto: Facebook/Lungoni per la Palestina]
